Etiopia: sospesi temporaneamente i giornalisti di Deutsche Welle
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Human Rights Watch denuncia un aumento di minacce, arresti arbitrari e sparizioni forzate di operatori dell’informazione e un ritorno a pratiche autoritarie che indeboliscono la libertà di parola e opinione
Etiopia: sospesi temporaneamente i giornalisti di Deutsche Welle
24 Ottobre 2025
Articolo di Redazione
Tempo di lettura 2 minuti

Libertà di stampa sempre più minacciata in Etiopia. Dopo la raffica di arresti dei mesi scorsi, ieri la testata tedesca Deutsche Welle (DW Amharic Service) ha annunciato che i suoi nove giornalisti locali, corrispondenti da diverse parti del paese, sono stati “temporaneamente sospesi” con effetto immediato.

DW afferma che l’Autorità per i media etiopi (EMA) accusa lei e i suoi giornalisti di “violazione delle leggi e dei regolamenti etiopi e di mancato rispetto dell’etica professionale”, precisando che l’EMA “non ha specificato la durata della sospensione temporanea”.

Secondo fonti anonime riportate dal sito d’informazione Borkena, DW Amharic sarebbe stato sospeso a causa della sua recente copertura di un’operazione delle milizie FANO che ha portato alla conquista di diverse piccole città nella regione Amhara, dove da due anni e mezzo è in corso un conflitto armato contro l’esercito federale.  

L’annuncio arriva sullo sfondo di un nuovo allarme lanciato il mese scorso da Human Rights Watch (HRW) per il forte aumento di intimidazioni, arresti arbitrari e sparizioni forzate di giornalisti, dopo che il 17 aprile il parlamento ha approvato contestati emendamenti alla legge sui media del 2021, che consentono una maggiore ingerenza e controllo della politica sull’informazione.

Attacchi che non hanno risparmiato le organizzazioni non governative, comprese le associazioni per i diritti umani, che si battono apertamente per la sicurezza dei giornalisti, decine dei quali sono stati costretti a fuggire dal paese.

“I recenti emendamenti del governo alla legge sui media e quelli previsti alla legge sulla società civile – afferma HRW – indicano un ritorno a pratiche autoritarie che indeboliscono la libertà di parola e di opinione”.

“La repressione governativa ha creato un clima di paura e autocensura”, denuncia ancora l’organizzazione.

“I media e la società civile etiopi dovrebbero contribuire alle prossime elezioni nazionali (previste per il 2026, ndr) affinché siano libere ed eque, senza temere l’arresto e la censura”, ha affermato la vicedirettrice per l’Africa di HRW, Laetitia Bader. “Le autorità hanno ancora tempo per cambiare rotta e porre fine al loro attacco ad oltranza contro i giornalisti e le voci indipendenti”.

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