Aumentano nuovamente le tensioni tra Etiopia e Sudan dopo che in questi giorni agricoltori e attivisti sudanesi hanno dichiarato che le milizie etiopiche hanno condotto incursioni transfrontaliere nei villaggi agricoli nella fertile regione sudanese di confine di al-Fashaga, interrompendo la stagione della semina in un paese tuttora nel mezzo di un conflitto civile e afflitto da una grave crisi alimentare.
In realtà, come noto, per decenni, sia l’Etiopia che il Sudan hanno rivendicato la fertile regione – estesa tra 251 e 600 chilometri quadrati secondo diverse interpretazioni politico-geografiche –, e il 13 luglio scorso diversi villaggi nella zona contesa sono stati attaccati da milizie amhara.
In seguito a un compromesso raggiunto nel 2008 dopo un lungo periodo di negoziati tra Khartoum e Addis Abeba, era stata riconosciuta la sovranità territoriale dell’area al Sudan, pur permettendo la permanenza e lo sfruttamento delle risorse da parte della popolazione etiopica, proveniente dalla confinante regione Amhara.
In verità, le tensioni al confine tra Sudan e lo stato regione del Tigray, in particolare nell’area di al-Fashaga, per anni sono state esacerbate dalle incursioni di milizie etniche etiopiche e altri fattori, come la guerra del Tigray e la questione della Grande diga della rinascita (GERD).

In quest’ultimo episodio, gli agricoltori sudanesi hanno denunciato che le milizie etiopiche hanno oltrepassato il confine, aprendo il fuoco con armi automatiche nei villaggi e saccheggiando bestiame e attrezzature agricole, per poi ritirarsi in territorio etiopico.
Nel villaggio di Wad Aroud, i contadini hanno dichiarato di essersi affrettati verso casa dai loro campi al rumore degli spari: «Quando siamo arrivati, abbiamo scoperto che i soldati avevano saccheggiato mucche e pecore dal villaggio per poi fuggire verso il confine» hanno testimoniato vari abitanti.
Anche il comitato di resistenza locale, uno dei gruppi di volontari civili che coordinano gli aiuti in tutto il Sudan, ha dichiarato che in tre villaggi nello stato di Gedaref, dove si trova al-Fashaga, si sono verificate ripetute e pericolose violazioni da parte delle milizie etiopiche.
Non sono state segnalate vittime negli attacchi a Wad Kouli, Wad Aroud e Barakat Nourain. Tuttavia, i volontari hanno affermato che gli attacchi sono stati “devastanti per la sicurezza alimentare e i mezzi di sussistenza delle persone nella regione”.
Questo perché gli agricoltori, per il senso di insicurezza in cui vivono, non sono più in grado di lavorare i loro campi durante questa cruciale stagione della semina, che da luglio a settembre coincide con la stagione delle piogge.
È risaputo come il Sudan, martoriato dall’aprile 2023 da una guerra interna tra esercito e forze paramilitari, stia affrontando la più grande crisi alimentare del mondo, con quasi 25 milioni di persone che soffrono di grave insicurezza alimentare.
Tra l’altro lo stato di Gedaref è un importante granaio per il Sudan, ricco di risorse, e dove hanno trovato rifugio circa un milione di persone che soffrono di fame acuta, secondo i dati delle Nazioni Unite.