Etiopia

Un portavoce del governo etiopico, Zadig Abraha, ha dichiarato a Fana Broadcasting Corporatad, un network paragovernativo, che mercoledì notte è stato sventato un attentato terroristico alla Gran diga della rinascita etiopica (Gerd).

Il commando, costituito da 20 persone del gruppo di opposizione Benishangul Peoples Liberation Movement (Bplm), sarebbe stato completamente annientato quando era ancora ben lontano dalla diga. 13 persone sarebbero morte sul posto, 7 sarebbero riuscite a passare il confine con il Sudan, dove sarebbero state catturate e consegnate alle autorità etiopiche.

Il portavoce governativo ha anche affermato che il commando era partito dall’Eritrea, cosa che il governo eritreo nega, affermando di non conoscere il gruppo accusato dell’azione terroristica. Non è stato possibile avere dichiarazioni dal Bplm perché il suo numero di telefono, con un codice internazionale eritreo, non è attivo.

Il Benishangul Peoples Liberation Movement è uno dei gruppi che compongono il movimento di opposizione Peoples’ Alliance for Freedom and Democracy (Pfad), di cui farebbero parte anche l’Ogaden National Liberation Front, l’Oromo Liberation Front e il Sidama National Liberation Front, secondo una comunicazione diramata nel 2015 da un ufficio del movimento basato ad Oslo.

La Gerd, la cui costruzione dovrebbe finire l’anno prossimo, non è solo strategica per lo sviluppo etiopico, ma è percepita anche come un simbolo della potenza e della determinazione del paese. La costruzione dell’enorme infrastruttura sul corso del Nilo ha provocato tensioni nella regione, soprattutto con l’Egitto che dipende dalle acque del fiume per la sua economia. (Bloomberg)