Un nuovo elemento si è aggiunto ad aggravare, in Etiopia, la crescente spaccatura tra il TPLF (Fronte popolare di liberazione del Tigray) e il governo federale di Addis Abeba, dovuta alla diversa interpretazione dell’Accordo di pace firmato a Pretoria dai due contendenti nel 2022, riguardo alla struttura del governo regionale del Tigray.
L’accordo aveva posto fine alla sanguinosa guerra di due anni tra l’amministrazione del Tigray, guidata per l’appunto dal TPLF, e l’esercito federale. Va ricordato che il TPLF, a capo di una coalizione da esso dominata, aveva governato con pugno di ferro l’Etiopia per quasi trent’anni, fino a quando non perse il potere nel 2018 a seguito di proteste nazionali, rimanendo al governo del Tigray.
Due anni dopo aveva dato inizio a un conflitto contro le Forze di difesa etiopiche (EDF) nell’intento di riprendere il potere ad Addis Abeba.
Il TPLF, dunque, aveva respinto la scorsa settimana la decisione unilaterale del governo federale etiopico di prorogare di un anno, a partire dal 9 aprile, il mandato del generale Tadesse Worede come presidente dell’Amministrazione regionale provvisoria del Tigray (IRA).
Il TPLF ha sostenuto che tale azione viola l’Accordo di pace di Pretoria, che prevede decisioni bilaterali, e non unilaterali, in merito alla leadership del Tigray. Secondo Debretsion Gebremichael, leader del TPLF, la nomina del presidente dell’amministrazione provvisoria avrebbe dovuto avvenire dopo un processo consultivo con la partecipazione del TPLF.
L’ufficio del primo ministro Abiy Ahmed, dal canto suo, aveva dichiarato che la proroga del mandato di Tadesse fosse basata su una legge introdotta dopo l’Accordo di Pretoria, considerando così tale proroga “legittima”.
Da sottolineare che Tadesse, durante il conflitto, comandava l’esercito del TPLF, organizzato come “Forza di difesa del Tigray”.
Abiy Ahmed, ha prorogato il mandato di Tadesse dopo che costui aveva presentato al primo ministro e a alcuni membri del governo un resoconto di valutazione sull’operato della sua amministrazione, entrata in funzione nell’aprile 2025.
Tadesse, dal canto suo, in polemica con il TPLF, ha respinto l’opposizione del suo vecchio partito alla proroga del suo mandato, dichiarando che, nonostante la posizione contraria del TPLF, non intende abbandonare il Tigray, anche se fosse messa in pericolo la sua vita.
Una considerazione legata al fatto che Getachew Reda, che prima di lui aveva ricoperto la carica di amministratore ad interim, era stato rovesciato un anno fa da quello che alcuni descrissero come uno strisciante “colpo di stato” da parte della fazione del TPLF guidata da Debretsion.
In seguito alla spaccatura interna al partito, Getachew, in effetti, abbandonò il Tigray e si stabilì ad Addis Abeba temendo per la propria vita, e al momento ha il ruolo di presidente del neonato Partito della solidarietà democratica del Tigray (SIMRET), in opposizione al TPLF guidato da Debretsion.
La proroga di un anno del mandato di Tadesse alimenta dubbi sulle elezioni programmate per il 1° giugno, data in cui il Tigray dovrebbe eleggere i membri del parlamento locale e del governo, nonché i membri del parlamento federale. Non essendosi tenute elezioni, i legislatori del Tigray non si riuniscono nel parlamento federale dal 2021.
A pesare sui rapporti tra il partito tigrino e il governo centrale anche le accuse mosse da Addis Abeba contro il TPLF, ritenuto parte di un’alleanza sostenuta dall’Eritrea per destabilizzare il paese.