Etiopia / Kenya

Il livello delle acque del lago Turkana, in Kenya, si sono pericolosamente abbassate, compromettendo l’ecosistema e il sostentamento delle popolazioni locali. L’allarme è stato lanciato ieri dall’organizzazione Human Rights Watch (Hrw), secondo cui poco è stato fatto dal governo etiope per mitigare l’impatto del contestato sistema di dighe Gill Gibe nella valle del fiume Omo, affluente del lago. L’ultimo gigantesco sbarramento, la Gibe III, è stato aperto lo scorso dicembre nella parte meridionale della valle, ma già dal 2015 l’acqua veniva raccolta in un serbatoio dietro la diga, impedendole di fluire a valle ed alimentare il lago Turkana.

Addis Abeba ha sviluppato il sistema di dighe come parte di un grande progetto di sviluppo agricolo ed energetico. Ma, avverte Hrw, più le piantagioni si sviluppano e più acqua sarà deviata nei terreni e sottratta al lago, i cui livelli sono scesi di circa 1,5 metri negli ultimi due anni (novembre 2014) provocando il ritiro del litorale di 1,7 chilometri.

Le dighe, unite al cambiamento climatico, stanno seriamente minacciando le popolazioni che vivono di pesca e allevamento nella Valle dell’Omo e attorno al Lago Turkana, alle quali cominciano a mancare le fonti primarie di sostentamento.

Secondo la previsione fatta nel 2012 da idrologi indipendenti, una volta completati i piani di sviluppo (che prevedono la costruzione di altri due sbarramenti sull’Omo) i livelli di acqua del lago Turkana scenderanno di circa 20 metri. Ma il governo etiope ha già annunciato la costruzione della Gibe IV, un nuovo investimento da 1,6 miliardi di dollari.

Human Rights Watch denuncia anche l’immobilità del governo del Kenya che non ha fatto pressione su Addis Abeba per una mitigazione del danno e non ha informato le comunità locali dell’impatto del progetto. (VoA)