La sentenza del Tribunale di Milano
Nata per promuovere l’inclusione finanziaria degli immigrati, la banca è stata condannata in primo grado per molestie razziali sul posto di lavoro. Si tratta della prima condanna di questo genere in Italia.

Extrabanca, l’Istituto di credito nato nel marzo 2010 per fornire servizi bancari alla clientela immigrata, è stata oggi condannata in primo grado dal Tribunale ordinario di Milano per molestie razziali sul posto di lavoro. A denunciare la banca, I.O. un dipendente africano che ha visto nascere la struttura, lavorando fin dall’inizio nell’area di valutazione del merito creditizio.

 

«È da gennaio 2012 che sono sospeso dalla banca in via cautelare a causa del processo», sostiene la vittima, secondo la quale tutta la vicenda è iniziata dopo la sua decisione di candidarsi alle elezioni amministrative del Comune di Milano. Decisione che, probabilmente, non è stata digerita dal presidente del Consiglio di amministrazione di Extrabanca il quale, secondo gli atti del processo, ha reagito offendendo il dipendente con frasi a sfondo razziale. 

 

Infatti, come rileva la sentenza, «dall’istruttoria svolta, appare in particolare provata, con sufficiente attendibilità, anche ai sensi dell’art. 2729 c.c., la sussistenza, in capo alla banca resistente e a danno dell’odierno ricorrente, di una condotta discriminatoria, ex art 2 comma 3 D.Lgs n. 215/2003, visto che il presidente della resistente (Extrabanca), in un’occasione, cercava di dissuadere I.O. dalla sua candidatura alle imminenti elezioni comunali a cagione della sua razza e colore, accomunandolo “agli zingari e ai musulmani … che vogliono rovinare il comune” (…). Specificando, poi, allo stesso tempo che quel dipendente assieme a un altro sempre di origine africana stavano “creando troppi problemi”, (…) che “avere troppi negri non poteva giovare alla banca”, e che era pertanto meglio assumere “una persona con un colore più chiaro”.

 

Si tratta, questa, della prima condanna civile per molestie razziali sul posto di lavoro, dice l’avvocato della parte lesa che sottolinea che, in Italia, condanne del genere si erano viste solo per casi di molestie sessuali.

 

Tra le sanzioni, Extrabanca è stata condannata a cessare immediatamente i comportamenti discriminatori, anche attraverso la diffusione e l’affissione, presso la sede societaria ed entro il 2 aprile 2012, di un comunicato che riporti la sentenza di condanna e che inviti tutto il personale ad astenersi, nei rapporti tra colleghi e nelle riunioni di lavoro, da «espressioni volgari od offensive a sfondo razziale». Alla banca, è stato imposto di pagare 5000 euro a I.O. a titolo di risarcimento dei danni, e 2500 euro per le spese del procedimento.

 

Il dipendente vittima di atteggiamenti razzisti e che dovrebbe ritornare presto al proprio posto di lavoro, afferma di aver subito, per questa vicenda, anche episodi di mobbing.