In 52 milioni soffrono la fame tra Rd Congo, Sudan e Somalia
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Nei tre paesi si concentrano le peggiori crisi umanitarie al mondo con oltre 25 milioni di sfollati interni
Insicurezza alimentare grave per 52 milioni di persone in Rd Congo, Sudan e Somalia
15 Maggio 2026
Articolo di Redazione
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Più di 52 milioni di persone stanno affrontando gravi livelli di insicurezza alimentare in tre paesi africani: Repubblica democratica del Congo, Sudan e Somalia, che sono anche i paesi che in Africa ospitano il maggior numero di sfollati interni.

Una crisi umanitaria di proporzioni gigantesche che difficilmente potrà essere alleviata dagli interventi delle agenzie di aiuti internazionali, alle prese con importanti sottofinanziamenti al budget.

Nella Rd Congo un quarto della popolazione, oltre 26,5 milioni di persone, soffre di insicurezza alimentare, avvertono il Programma alimentare mondiale (PAM) e l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) che lamentano un deficit rispettivamente di 214 e di 163 milioni di dollari per fronteggiare nei prossimi mesi “una delle più gravi crisi alimentari al mondo”.

Nel paese, teatro di un decennale conflitto armato nelle regioni orientali che ha causato lo sfollamento interno di oltre 7,8 milioni di persone, quasi 3,6 milioni si trovano in una situazione di emergenza alimentare, a un passo dalla carestia, mentre altri 22,9 milioni sono in una situazione di crisi.

Oltre 4 milioni di bambini sotto i cinque anni “hanno bisogno di cure per malnutrizione acuta” entro giugno, avvertono PAM e FAO, oltre 1,3 milioni dei quali soffrono o rischiano di soffrire di malnutrizione acuta grave, a un passo quindi dalla morte per fame.

A questo si sovrappone la condizione di malnutrizione acuta di oltre 1,5 milioni di donne in gravidanza e in allattamento, cosa che aggrava ulteriormente i rischi per la salute sia delle madri che dei bambini.

I dati, impietosi, sono quelli dell’ultimo bollettino dell’organizzazione globale di monitoraggio della fame Integrated Food Security Phase Classification (IPC) secondo cui in Sudan la condizione di insicurezza alimentare acuta (Fase 3 o superiore dell’IPC) interessa 19,5 milioni di persone, pari al 40% della popolazione.

Anche qui la maggior parte della crisi interessa i 14 milioni di sfollati interni causati dalla guerra, in corso da oltre tre anni nel paese.

135mila persone, per lo più donne e bambini, si trovano nella Fase 5 dell’ICP, caratterizzata da “gravi carenze alimentari, fame, livelli molto elevati di malnutrizione e decessi dovuti a malattie o malnutrizione acuta”.

L’organizzazione stima che 825mila bambini sotto i 5 anni soffriranno di malnutrizione acuta grave quest’anno, con un aumento del 7% rispetto al 2025 e del 25% rispetto ai livelli prebellici.

Con un ulteriore peggioramento della situazione durante la prossima stagione di magra, da giugno a settembre.

L’ICP avverte che circa 14 aree negli stati del Darfur settentrionale, del Darfur meridionale e del Kordofan meridionale rimangono a rischio di carestia, con 135mila persone che vivono in condizioni di fame definite “catastrofiche”.

Situazione in peggioramento rispetto alle previsioni in Somalia, con 6 milioni di persone, circa un quarto della popolazione, che affrontano livelli elevati di insicurezza alimentare acuta, di cui 1,9 milioni in situazione di emergenza (Fase 4) e con il rischio di carestia nel distretto di Burhakaba, nello stato federale di Southwest.

Le previsioni parlano inoltre di quasi 1,88 milioni di bambini che avranno bisogno di cure per malnutrizione acuta nel corso dell’anno.

Un deterioramento dovuto a un mix di concause, tra cui la scarsità di precipitazioni, i forti aumenti dei prezzi dei prodotti alimentari per il conflitto in Medioriente, la svalutazione della valuta e gli sfollamenti causati dalle attività di contrasto al movimento jihadista al-Shabaab.

In Somalia le stime parlano di un numero di sfollati interni che si aggira tra 3,3 e quasi 4 milioni di persone, oltre l’80% dei quali sono donne e bambini.

Il PAM avverte che la situazione è simile a quella vista con la crisi del 2022, quando la Somalia si è trovata sull’orlo della carestia prima che un massiccio intervento umanitario contribuisse a scongiurare la catastrofe.

Ma la carenza di finanziamenti ha già costretto il PAM a interrompere l’assistenza alimentare di emergenza in 30 distretti e ad una drastica diminuzione del numero di centri sanitari sostenuti, passati da 600 nel 2025 a 120 quest’anno.  

L’agenzia dell’ONU ha dichiarato di avere urgente bisogno di 131 milioni di dollari per continuare a sostenere le persone più vulnerabili almeno fino a ottobre.

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