“Fela Kuti: Fear No Man”. Un podcast celebra il re dell’afrobeat
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Disponibili dal 15 ottobre, 12 episodi raccontano la vita e l'eredità del leggendario musicista e attivista nigeriano
“Fela Kuti: Fear No Man”. Un podcast celebra il re dell’afrobeat
La data di lancio coincide con il giorno della sua nascita e con il Felabration, il festival annuale di Lagos dedicato alla figura e alla musica dell’artista
13 Ottobre 2025
Articolo di Antonella Sinopoli
Tempo di lettura 5 minuti

Era nato il 15 ottobre 1938. Destinato a diventare una leggenda della musica africana. Usata come arma di ribellione contro i potenti che imbrigliavano le libertà nel suo paese, la Nigeria. Diventato poi un simbolo per i giovani africani di tutto il continente.

Sarà proprio il 15 ottobre che partirà su tutte le piattaforme di podcast la serie Fela Kuti: Fear No Man, realizzata dal vincitore del Peabody Award e creatore di Radiolab, Jad Abumrad. Si tratta di 12 episodi che racconteranno la vita e l’eredità del pioniere dell’afrobeat.

Un genere, da lui inventato, appunto, che fondeva funk, jazz e ritmi dell’Africa occidentale. La sua musica è presto diventata più di un semplice intrattenimento. È stata un’arma nella lotta contro il regime militare e la corruzione politica.

Nel 1963 formò il suo primo gruppo, i Koola Lobitos. Fela era multistrumentista, compositore, un artista poliedrico. Il suo nome, la sua voce, la sua musica, sono su un totale di 77 album. Per anni, le più grandi star del mondo si sono recate in Nigeria per visitare il Santuario di Fela, la dimora fisica della sua rivoluzione musicale.

Musica, attivismo, ribellione: un mix che non è mai piaciuto alla classe dirigente, ai dittatori, alle giunte militari, ai presidenti che si sono succeduti negli anni nella Nigeria di Fela.

Le sue biografie affermano che fosse stato arrestato almeno 200 volte, avesse subito numerose violenze fisiche e minacce. Nulla servì a fermare le sue invettive pubbliche e violente, la sua musica di attacco e denuncia.

Il “presidente nero” era un punto di riferimento contro l’oppressione in patria, ma lo diventò – e lo è ancora – anche per i giovani in lotta in altri paesi. Non riconosceva i regimi che guidavano la Nigeria e fondò la comune della Repubblica di Kalakuta, che si dichiarò indipendente dal regime militare.

La comune fu distrutta in un raid nel 1978 in cui morì sua madre, Funmilayo Ransome-Kuti. Era lei che aveva inculcato nel figlio il seme della ribellione e dell’attivismo. Per tutta la vita portò avanti la lotta per i diritti delle donne, compreso il diritto di voto e la partecipazione politica.

Entrambi, madre e figlio, cambiarono il loro nome Ransome – nome degli schiavi – sostituendolo con Anikulapo, “colui che dispone della propria morte”. Per decenni, il club di Kuti, noto come Afrika Shrine, è stato il luogo della sua rivoluzione nel sound e nella politica.

Artisti da tutto il mondo si sono recati lì per vederlo e ascoltarlo. E per capire come riuscisse a legare musica e politica senza soluzione di continuità. Ovviamente, lo stato nigeriano rispose alla sua sfida con la violenza.

Il podcast ripercorre anche quei momenti e li collega a lotte più ampie per la libertà e l’espressione. Il lavoro è prodotto da Talkhouse e Western Sound e presentato da Audible insieme a Higher Ground, la società di media fondata da Barack e Michelle Obama.

Fela Kuti: Fear No Man è dunque un mix di storia orale, musicologia, giornalismo e sound design. L’autore e il suo staff ci hanno lavorato per tre anni, raccogliendo oltre 200 interviste. Quelle con i familiari, i suoi amici e musicisti che hanno condiviso il palco con lui; ma ci sono anche i contributi di storici, attivisti e luminari.

La serie include inoltre interviste con l’attrice e comica Ayo Edebiri, il musicista David Byrne, il produttore Brian Eno e l’artista Santigold. C’è anche un contributo dell’ex presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. Il podcast presenta registrazioni d’archivio con Burna Boy, Questlove e Paul McCartney, tra gli altri.

La data di lancio per il pubblico coincide con Felabration, il festival annuale di Lagos che celebra la vita e la musica dell’artista. Quest’anno ricorre il 25° anniversario dell’evento. Ideato da Yeni Kuti nel 1998 – l’anno successivo alla morte dell’artista – questa celebrazione della vita e della musica di Fela si è tenuta ogni anno, ad eccezione del 1999.

Oggi questo festival e il luogo in cui si svolge è riconosciuto come destinazione turistica ufficiale e riceve il patrocinio dal governo dello stato di Lagos. Nel corso degli anni, il festival ha ospitato artisti di fama mondiale come Hugh Masekela, Femi Kuti, Lucky Dube e altri, a dimostrazione dell’interesse e dell’attrazione che suscita a livello globale.

«Fela ha riversato le sue speranze e le sue convinzioni nel suo genere musicale», ha affermato Made Kuti, nipote del musicista. «Un genere crudo e senza filtri, di nuova invenzione, con l’obiettivo di ispirare un cambiamento nella mentalità di tante persone». Ha anche sottolineato che la sua nazione non è migliorata dai tempi in cui lui era in vita, «sebbene – ha aggiunto – la sua musica continui a ispirare».

Dal canto suo, l’ideatore del podcast, Jad Abumrad, afferma che il suo lavoro cerca di racchiudere tutte le contraddizioni di Fela in una sola volta. «Fela è mille cose, e spero che in questa serie siamo riusciti a catturare parte di questa complessità».

«È un costruttore di movimenti, un leader di culto, un tessitore di groove. Ma per me, ciò che lo rende così difficile da scrollarsi di dosso è che la sua vita pone una domanda: quando il mondo sta andando fuori controllo, qual è la risposta giusta? La sua arma era la musica. E per un attimo, è stata sufficiente a quasi rovesciare un governo e creare un nuovo ordine mondiale».

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