Fela Kuti, il Grammy alla carriera e la fame crescente - Nigrizia
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L’industria americana ha insignito l’icona africana di uno dei suoi più prestigiosi riconoscimenti. L’ennesima consacrazione di un musicista che continua ad essere fonte di ispirazioni in Nigeria e altrove
Fela Kuti, il Grammy alla carriera e la fame crescente
02 Febbraio 2026
Articolo di Roberto Valussi
Tempo di lettura 4 minuti
Fela Kuti durante un'esibizione all'apice della sua carriera

A più di 28 anni dalla sua morte, Fela Kuti è diventato il primo musicista africano a ricevere un Grammy alla carriera. 

Nel discorso di accettazione, la figlia Yeni ha dichiarato «voglio ringraziare i Grammy per questo meraviglioso premio. Sono sicura che mio padre ci stia sorridendo da lassù».

Pochi premi e molta repressione

È un sorriso che possiamo immaginare di soddisfazione e scherno. Come ha ricordato lei stessa, Fela badava poco ai premi, li prendeva in giro. Il suo impegno era tutto su una musica concepita come strumento di lotta politica per la Nigeria e per l’Africa. In pieno paradigma panafricanista. Il che lo portò a subire innumerevoli arresti, incarcerazioni e pestaggi da parte delle forze dell’ordine nella Nigeria sotto dittature militari degli anni ‘70 e ‘80. 

Ha sicuramente giovato alla causa il fatto che il suo prodotto musicale fosse di una qualità sopraffina, frutto di jazz e funk miscelati con highlife e juju, due generi dell’Africa occidentale. Un sincretismo che prese forma negli anni ‘60, con la complicità del batterista Tony Allen, un’altra icona della musica africana. 

La vita dell’afrobeat dopo Fela

Nonostante l’allergia a tappeti rossi e cerimonie di gala, Fela aveva conosciuto già in vita un enorme successo commerciale e di critica. La sua parabola però si era offuscata con l’avanzare degli anni e dell’HIV di cui continuò a negare l’esistenza. Nel 1997 il virus reclamò la sua vita.   

Da allora, la Nigeria ha cambiato pelle tante volte. La dittatura è stata rimpiazzata da una democrazia a dir poco traballante; la musica ha conosciuto altri generi musicali, in primis l’afrobeats. Una sola ‘s’ in più rispetto a quanto inventato dalla coppia Kuti-Allen, ma con stile e senso del tutto differenti. Nelle nuove canzoni gli elementi di protesta o di tematiche sociali si limitano a dei camei; primeggiano leggerezza e voglia di divertirsi. 

Una Felabration sempre più globale 

Eppure quella stessa Nigeria continua a trarre ispirazione da Fela. E a celebrarlo. Lo fa dal 1998, con l’annuale Felabration, un gioco di parole basato sull’inglese celebration (celebrazione) e che comporta ormai una settimana di eventi a Lagos, nella capitale economica nigeriana. Ad organizzarlo, è in primo luogo la già citata Yeni. Ma sono stati fondamentali anche Femi, il primogenito di Fela, e Seun, l’ultimo figlio. Entrambi sono acclamati musicisti internazionali che hanno portato avanti la bandiera dell’afrobeat negli ultimi 30 anni. 

Dagli anni Dieci di questo secolo, la fama e la parabola di Fela sta continuando a crescere anche a livello internazionale. Complice la riscoperta da parte statunitense. Nel 2008, la storia e la musica del compositore nigeriano sono diventati un musical di successo di Broadway, con celebrità come Will Smith e Jay Z tra i produttori.  

Nel 2015 è venuto il turno di Finding Fela, un pregevole documentario sulla vita di Fela firmato dal documentarista premio Oscar Alex Gibney. E poi, nel 2025 una serie podcast, Fela Kuti: Fear No Man, realizzata dal vincitore del Peabody Award e creatore di Radiolab, Jad Abumrad. 

Sempre l’anno scorso, uno degli album più noti di Fela, Zombie, è stato accolto nella Hall of Fame dei Grammy. 

L’Africa ai Grammy 2026

La consacrazione finale sotto forma di premio alla carriera ha oscurato anche parte della copertura mediatica agli altri premi portati a casa da artisti africani in quest’ultima edizione dei Grammy. Di solito, infatti, si parla di chi si è aggiudicato il premio per ”Migliore performance africana”, una categoria introdotta solo nel 2024, per inglobare e riconoscere la vita propria della musica del continente africano. Allora l’aveva spuntata la sudafricana Tyla, che ha replicato il successo quest’anno. La nigeriana Tems aveva invece vinto nel 2023 e nel 2025. 

Il peso della musica nigeriana si vede non solo nell’ampio numero di nomine a questa categoria. Ma anche dalla sua capacità di competere per il ‘’Miglior album di musica globale’’, l’equivalente al ‘’Miglior film straniero’’ nella cerimonia degli Oscar. L’artista nigeriano Burna Boy, nipote fra l’altro di un ex-manager di Fela, ha ottenuto il premio nel 2021.

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