Da Nigrizia di ottobre 2011: 31° edizione l’11-20 novembre a Verona
La rassegna scaligera avrà come tema le rivoluzioni e le primavere africane. I nuovi registi desiderano ridisegnare le società. Molte le novità e le “prime” assolute.

Il 2011 è stato l’anno dei movimenti “rivoluzionari” del Nord Africa, animati soprattutto da giovani che usano strumenti, espressioni, forme artistiche e tecnologiche che lasciano intravedere la voglia che l’Africa ha di cambiare. Il cinema delle Afriche ha da tempo portato sul grande schermo questa volontà di ridisegnare le società, sovvertendone gli stereotipi, aprendosi al nuovo, anche a costo di rompere con la tradizione. Il Festival di Cinema africano di Verona, nelle sue due ultime edizioni, ha già mostrato questa voglia di cambiamento: “New Africa: immaginare, creare e innovare il continente” (2009) e “Generations: ieri,oggi e domani del sogno indipendente africano” (2010). La 31a edizione, dall’11 al 20 novembre, con il tema scelto “Revolutions“, ha l’ambizione di mostrare il cambiamento dei linguaggi e dei generi in atto in Africa, con film di cineasti africani della nuova generazione. Incontri e dibattiti approfondiranno questo spirito “rivoluzionario”, per scoprirne traiettorie e prospettive.

 

Tre le sezioni ufficiali in concorso: corti, lungometraggi e documentari. Segnaliamo alcune opere inedite per l’Italia: Taka Takata, di Damir Radonic, croato trapiantato in Sudafrica, brillante commedia sulla vita quotidiana dei sobborghi di Johannesburg, vissuta con umorismo e ottimismo. Togetherness Supreme, di Nathan Collet (Kenya), sul dramma degli scontri post-elettorali in Nairobi, visti con gli occhi di due giovani provenienti da etnie diverse. Probabile la presenza di Viva Riva, il successo internazionale di Djo Munga (Rd Congo): una violenta discesa negli inferi di Kinshasa, per denunciare una morte dei valori nell’Africa urbana. Le voyage à Alger, dell’algerino Abdelkrin Bahloul, racconta la lotta di una donna per i diritti della sua famiglia, contro una classe dirigente che persegue interessi puramente personali.

 

Tra i cortometraggi: Hasaki Yasuda (Les Sabres) del burkinabè Cédric Ido: un piccolo gioiello sulle vittime dei cambiamenti climatici; Precipice, sofisticato thriller del ghaneano Julius Amedume; Dirty Laundry, di Stephen Abbott (Sudafrica), “avventura notturna” in una lavanderia sudafricana.

 

Anche tra i documentari, alcuni inediti per l’Italia: iThemba, di Errol Webber ed Elinor Burkett: un commovente viaggio in una scuola di disabili in Zimbabwe, dove un gruppo musicale esorcizza e supera la disabilità, dando prova di sensibilità e ottimismo coinvolgente; Sobukwe, a Great Soul, di Mickey Madoda Dube, che ripercorre la vita del leader sudafricano che fondò il Congresso panafricano; Forgotten Gold, del congolese Makela L. Pululu, con la storia di Pierre Ndaye Mulamba, noto calciatore della storia della Coppa d’Africa, obbligato a fuggire dal suo paese sotto il regime di Mobutu; Twilight Revelations, dell’etiopico Yemane Demissie, sulla vita dell’imperatore Hailé Selassié.

 

La sezione “Viaggiatori e migranti” presenta documentari sull’immigrazione e sull’Africa vista da registi non africani. Tra tutti segnaliamo Ouaga Paradiso, di Thierry Robert, un viaggio nella vita di quattro giovani registi a Ouagadougou (Burkina Faso), con la loro lotta e i loro sogni per riuscire a fare cinema tra difficoltà finanziarie e strutture vetuste della capitale del cinema africano.

 

Eventi speciali – Il film collettivo Tamantashar Yom (“18 giorni”): una decina di registi egiziani ripercorrono la rivoluzione che ha portato alla fine del regime di Moubarak.

 

La diaspora africana sarà celebrata da una nuova partnership tra il Festival di Verona e il Festival di Trinidad e Tobago, che porterà nella città scaligera Besouro di João Daniel Tikhomiroff, sulle origini della capoeira, e Better Mus’ Come, di Storm Saulter, sugli scontri tra fazioni politiche negli anni ’70 in Jamaica.

 

Per i ragazzi: Africa United, della britannica Debs Gardner-Paterson, un film su 5 ragazzini in viaggio dal Rwanda al Sudafrica (5.000 km) per assistere ai Mondiali di calcio 2010; lungo la strada, mille peripezie, in un’Africa bella da vivere e vedere, nonostante gli ostacoli che i protagonisti devono affrontare.

 

In occasione del festival, verrà presentato il libro Camera Africa (Ed. Cierre): un percorso nella storia, ma soprattutto nelle prospettive presenti e future, del cinema delle Afriche, raccontato da critici di fama internazionale e da registi africani della nuova generazione.

 

Per informazioni: www.cinemafricano.it.

 


 



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