Cinema / Fespaco
Il regista franco-marocchino Hicham Ayouch dedica il premio all’Africa. L’opera racconta come si trasmette l’identità culturale nella periferia parigina abitata dai migranti. L'étalon d'argent al film algerino Lalla Fadhma N'Soumer di Belkacem Hadjadj.

Il cineasta franco-marocchino Hicham Ayouch vince “l’Etalon d’or de Yennenga” per il suo film Fièvres (Febbri). L’Étalon d’or (Stallone d’oro) de Yennenga è l’equivalente della Palma d’oro africana e viene assegnato al Fespaco, il festival panafricano del cinema a Ouagadougou, capitale del Burkina Faso, dove sabato è avvenuta la premiazione. È il 4° Etalon d’or che il Marocco vince, il che dice molto sul buon momento che sta passando il cinema maghrebino.

«La mia pelle è bianca, ma il sangue che scorre nelle mie vene è nero. Papà è marocchino e mamma tunisina. Sono africano e fiero di esserlo», ha dichiarato travolto dagli applausi dei 5mila spettatori del Palazzo degli sport a Ouagadougou un Hicham Ayouch che, immensamente felice, dedica all’Africa il premio. Il regista, provocatore di carattere, racconta l’incontro tra un ragazzo di 13 anni, sradicato e violento, che scopre il papà quando sua madre è spedita in prigione. Nel cuore di Fièvres che offre uno sguardo nuovo sulla banlieue parigina, si ritrova la domanda: come diventare padre e figlio? La stravaganza del film sta nella maniera di abbordare l’identità culturale tra i nonni immigrati e musulmani praticanti, il figlio “paralizzato” e il giovane disorientato. Il tutto sublimato da una camera portata dalla nervosità e la tensione del giovane e la letargia del padre.

Bisogna avere la febbre per cambiare le cose. «Per cambiare le cose, ci vuole il lavoro, l’amore e bisogna risvegliare le coscienze», risponde Hicham Ayouch evocando Thomas Sankara, il presidente rivoluzionario e eroe di diversi film di questa 24a edizione del Fespaco.

«Anche se sono cresciuto in Francia, mi sento profondamente africain». Nato nel 1976 a Parigi, infatti, Hicham Ayouch è fratello minore de l’Etalon d’or del 2001 Nabil Ayouch (premiato per il film Les Chevaux de Dieu). Fièvres è il suo terzo lungometraggio, dopo Tizaoul (scritto con Hicham Lasri nel 2006) e Fissures (2009), un film interessante.

Il premio è l’omaggio all’apertura del Fespaco alla diaspora africana. Hicham ha ricevuto l’Étalon d’or de Yennenga dalle mani di Michel Kafando, presidente della transizione in Burkina.

Da notare che nessuno durante la cerimonia di premiazione ha fatto riferimento all’attacco terrorista in Mali. Strano, se si pensa che il Fespaco aveva pensato un momento di ritirare dalla competizione il film anti-jihadista Timbuktu (che si è dovuto accontentare di quasi niente, se non due piccoli premi per lo scenario e la musica) per evitare di diventare un bersaglio simbolico per un attentato. Ed era stato il presidente burkinabé che aveva fatto appello al festival perché diffondesse Timbuktu.

La sorpresa del Fespaco è venuta dai film burkinabé l’Œil du cyclone di Sekou Traoré, che ha vinto l’Étalon de bronze, ma anche altri premi speciali come il premio Oumara Gana del Fipaci.

L’étalon d’argent è andato invece al film algerino Lalla Fadhma N’Soumer di Belkacem Hadjadj per un quadro storico sulla «Giovanna d’Arco» della Kabilia, che aveva combattuto le truppe coloniali francesi negli anni attorno al 1850.

Per ciò che concerne i documentari, invece, è stata affrontata la violenza, i conflitti o il problema dell’identità culturale. Il primo premio è stato assegnato al sudafricano Desai Rehad con il suo Miners Shot Down, che racconta la lotta dei minatori contro gli eccessi dello sfruttamento capitalista. Il regista ha commentato così la vittoria: «Un film su un massacro compiuto contro minatori che chiedevano semplicemente un aumento di salario. Le vedove dei minatori saranno molto felici del premio».

Nella foto in alto il regista francomarocchino Hicham Ayouch, tiene in mano lo Stallone d’oro, il premio più importante del festival panafricano del cinema di Ouagadougou, in Burkina Faso
Sopra il Trailer del film “Fièvres” diretto da Hicham Ayouch.