Rapporto Sipri
L’holding armiera italiana si conferma tra le prime dieci aziende produttrici di armi al mondo in base allo studio Sipri Top 100 pubblicato stamani dall’istituto indipendente per la pace di Stoccolma. Nel 2010 ha avuto un volume d’affari pari a 14,4 miliardi di dollari, rispetto ai 13,3 del 2009. Più in generale, la vendita di armi nel mondo delle prime cento aziende si attesta sui 411 miliardi.

La Finmeccanica, colosso armiero italiano, si conferma all’ottavo posto nella classifica delle cento maggiori imprese produttrici di armi nel mondo (esclusa la Cina per mancanza di dati ufficiali).

A rendere noto il dato è stato stamani il Sipri, l’istituto di ricerca indipendente per la pace di Stoccolma, che ha pubblicato il Sipri Top 100, lo studio sulla vendita di armi e di equipaggiamento militare riferita all’anno 2010. Finmeccanica si trova, appunto, in ottava posizione con 14,4 miliardi di dollari rispetto ai 13,3 del 2009.

Più in generale, la vendita di armi delle cento più grandi aziende del settore al mondo ha fatto registrare un incremento dell’1% nel 2010, attestandosi a 411,1 miliardi di dollari (310 miliardi di euro). Un dato di crescita più basso rispetto al 2009, quando la vendita era aumentata del 7% toccando quota 406 miliardi di dollari. Comunque, dal 2002 la crescita è stata del 60% in termini reali.

«I dati dell’anno 2010 mostrano la capacità dei grandi gruppi industriali di continuare a vendere beni e servizi militari, nonostante la crisi finanziaria che colpisce gli altri settori dell’economia”, ha spiegato Susan Jackson, esperta d’industria degli armamenti al Sipri.

Come sempre, a dominare la classifica dei “Top 100” sono le aziende americane: ben 44 sono presenti, rappresentando il 60% del mercato (246,6 miliardi di dollari), e sette tra queste si trovano tra le prime dieci assieme alla britannica Bae Systems (seconda con 32,9 miliardi di dollari), il gruppo europeo Eads (settimo con 16,4 miliardi) e l’italiana Finmeccanica.

Il primo rappresentante mondiale resta il gruppo americano Lockheed Martin, con un volume d’affari di 35,7 miliardi di dollari. Il numero delle aziende europee rappresentate è diminuito rispetto al 2009, passando da 33 a 30. Le guerre in Iraq e in Afghanistan, hanno spiegato al Sipri, hanno avuto «un impatto ridotto» sulla classifica, malgrado l’inizio del ritiro delle truppe irachene a inizio 2010.