A quattro mesi dal reportage
Dopo la denuncia di Nigrizia, la Firestone sta tentando di dissociarsi dal suo passato ma i rinnovamenti finora adottati sembrano di pura facciata.

 

Quattro mesi or sono, Nigrizia fece conoscere ai lettori la situazione di inquinamento ambientale e di sfruttamento della manodopera (in termini di orario, salario e condizioni di lavoro) nella più grande piantagione di caucciù al mondo, di proprietà della multinazionale nippo-americana Firestone/Bridgestone, ad Harbel City, in Liberia.

 

Forti sono state le reazioni di protesta della Firestone/Bridgestone. Che ha, tra l’altro, dichiarato: «I dipendenti della piantagione sono pagati secondo contratti liberamente negoziati e le norme per la tutela dell’ambiente sono rispettate».

 

A metà settembre, James Makor, direttore dell’associazione ambientalista Save my future, con sede a Monrovia, ha scritto la seguente lettera a Nigrizia:

 

 

 

«Dopo la vostra denuncia, ad Harbel City si è notato un frenetico movimento. Alcune persone sono arrivate dagli Usa, hanno organizzato incontri con i sindacati dei lavoratori e hanno fatto molte promesse. Anche dietro vostro invito, lo scorso 31 agosto abbiamo fatto un’ispezione nella piantagione per trarne elementi di giudizio e di valutazione.

 

 

 

La Firestone sta oggi tentando di dissociarsi dal suo passato. Per guadagnarsi il favore della gente, sta eseguendo alcuni rinnovamenti, che a noi sembrano di pura facciata. È in atto un rifacimento della strade interne alla piantagione.

 

 

Dicono che vogliono migliorare le condizioni di lavoro e di vita degli operai e prestare più attenzione all’ambiente. In concreto, abbiamo notato quanto segue: Scuole – Si stanno riparando gli edifici di due scuole elementari (nelle divisoni 2 e 11) e di due scuole medie (nelle divisioni 6 e 10).

 

 

 

Case – Nelle divisioni 13, 35 e 41 sono state riparate: si sono cambiate le lamiere dei tetti. Nella divisone 13, sono state costruire tre case “di nuovo tipo”: ciascuna consiste di due appartamenti di due stanze. Purtroppo, anche il nuovo tipo di abitazione non prevede cucina, gabinetto ed elettricità.

 

 

 

Latrine e posti doccia sono ancora esterni. Ospedale – L’esterno del Du-Side Hospital è stato ritinteggiato di bianco. Acqua – Un deposito di 200 libri permane l’unica fonte di acqua filtrata in tutta la piantagione, e solo i dirigenti se ne possono servire. Scarichi – La fabbrica continua a scaricare i rifiuti nel fiume Farmington. Nulla è stato fatto in merito. La rete di recinzione è stata rafforzata.

 

 

 

In luglio, Fred Raymond e Harmon Lisnow, rappresentati della statunitense United Steel Workers Association (Uswa), dopo una visita alla piantagione, hanno chiesto di incontrarci. Abbiamo loro mostrato le denuncie che Nigrizia aveva fatto e i risultati delle nostre ricerche. Ci hanno detto di essere pronti a collaborare con la nostra associazione in vista di riforme nella Firestone della Liberia».

 

 

 

Nel frattempo, in casa Ferrari, che utilizza pneumatici Bridgestone, Montezemolo & Co. hanno preferito “eticamente” eludere domande sulla responsabilità d’impresa.