Una giornata d’estate, una telefonata, gli eventi che si susseguono e infine la decisione: partire con la Flotilla. Non prima di andare a Genova e vedere con i propri occhi cosa si sta organizzando come aiuto umanitario per Gaza. È la ong Music for Peace a chiamare Arturo Scotto e a volerlo coinvolgerlo, come parlamentare del Pd, in questa missione che poi, per giorni, terrà una parte di mondo incollata ai media, tra la curiosità e la preoccupazione di capire come finisce questa storia.
La storia di un gruppo di persone che decide di salire in una barca e andare incontro a una popolazione stremata dal conflitto, dalla fame, dalla sete, da un genocidio. Così inizia questo viaggio, raccontato in un libro/diario, che mette insieme la decisione e i giorni di attesa prima della partenza, le storie di chi si attiva per esser parte di una risposta comunitaria, un equipaggio di attivismo variegato, che va dalle ragazze e ragazzi giovanissimi di Ultima generazione a un orafo napoletano di 86 anni.
Inevitabilmente la storia del mondo si intreccia con quelle personali, perché le 50 barche che compongono la Flotilla hanno dentro espressioni di paesi diversi. E poi con le storie politiche, soprattutto all’indomani dell’attacco dei droni a 700 miglia da Gaza, dell’improvviso abbordaggio, del sequestro delle navi, la detenzione e l’espulsione da Israele. Una storia che attraverso il diario si vive dal di dentro, dopo averla letta sui giornali, con apprensione per chi era prima a bordo, poi ostaggio politico.