ECONOMIA IN BIANCO E NERO – NOVEMBRE 2017
Riccardo Barlaam

La ripresa dell’economia mondiale continua, anzi accelera. Almeno stando a quanto afferma il Fondo monetario internazionale, nell’ultima edizione del World Economic Outlook.

Le previsioni di crescita del Pil mondiale sono state riviste al rialzo per quest’anno al 3,6% e al 3,7% nel 2018, trainate dalla zona euro, dal Giappone, dalla Cina e da numerosi paesi emergenti dell’Asia.

Nel 2016 la crescita dell’economia mondiale si era fermata al 3,2%, al livello più basso dall’inizio della crisi finanziaria mondiale (2008). Il periodo più nero sembra passato. Nel 2018 il trend di crescita dell’economia mondiale continuerà, secondo il Fondo, e sarà determinato dal buon andamento previsto in molti paesi emergenti. Crescerà anche il Pil dell’Africa subsahariana, dove l’aumento medio del reddito pro-capite, dopo un paio di anni di stagnazione, dovrebbe riprendere a salire «in modo considerevole».

Tuttavia, il Fondo monetario parla di «una ripresa mondiale incompleta». Per tre motivi.

Il primo: la ripresa è incompleta nei singoli paesi. Perché nonostante l’aumento di produzione nei paesi avanzati, la crescita dei salari reali resta modesta. Il boom della tecnologia e delle società legate a internet ha prodotto effetti di diseguaglianza sui redditi, con pochi che guadagnano tantissimo e tanti che, invece, sono costretti a salari medio bassi e a situazioni di precariato. È il motivo per cui questo tipo di crescita diseguale fa aumentare in tutto il mondo la disillusione verso la politica e fa aumentare lo scetticismo sui vantaggi della globalizzazione.

Secondo motivo. La ripresa è incompleta tra i paesi. Crea diseguaglianze crescenti tra Nord e Sud. I paesi avanzati beneficiano della ripresa. Mentre i paesi emergenti, che sono poi quelli che esportano le materie prime energetiche, sono quelli più deboli, dove gli effetti positivi della crescita economica arrivano appena appena, flebili, con molti paesi alle prese con instabilità e guerre civili. Nel sud del mondo gran parte dei paesi più piccoli sono in difficoltà. Almeno un quarto dei paesi in via di sviluppo nel 2016 ha registrato una crescita negativa del reddito pro-capite.

Terzo motivo: la ripresa attuale è incompleta nel tempo. La crescita del Pil pro-capite nei paesi avanzati è attesa all’1,4% l’anno nel periodo 2017-22, contro il 2,2% del periodo 1996-2005. Ancora peggio, purtroppo, andrà nei paesi del Sud o emergenti. 

Pil dell’Africa subsahariana
In base all’outlook del Fmi, nel suo complesso l’Africa subsahariana nel 2017 avrà una crescita del Pil di circa il 2,5%, lasciandosi alle spalle il modesto +1,4% del 2016, anno che aveva segnato la crescita più bassa delle ultime due decadi.