PAROLE DEL SUD – MAGGIO 2018
Comboniani Brasile

Il Forum sociale mondiale (Fsm) è nato in Brasile nel 2001 e qui è tornato, lo scorso marzo, tentando ritrovare la sua identità, in un momento di crisi che tocca molti movimenti sociali. Non è un tempo facile per le utopie. “Un mondo diverso è possibile” affermava il primo Fsm. Lo slogan 2018 è “Resistere è creare, resistere è trasformare”. La sottolineatura della parola “resistenza” la dice lunga sulla situazione attuale.

All’Fsm di Belém (Brasile, 2009) avevano partecipato cinque presidenti latinoamericani: Lula, Fernando Lugo, Hugo Chaves, Evo Morales, Rafael Correa. In meno di dieci anni, le attese e le speranze del continente sono state ridimensionate. Ai gravi errori politici del “Socialismo del secolo XXI” si somma la rivincita del capitale internazionale e della sua strategia di lawfare. In buona parte del continente, si è imposto un modello economico neoliberale a braccetto con un modello politico conservatore e repressivo. Ciò ha ridotto l’accesso ai diritti collettivi, ha aumentato l’uso della forza per il controllo sociale e ha criminalizzato i difensori dei diritti umani.

Ma la società civile organizzata sente ancora un bisogno estremo di incontro, interscambio, immaginazione e costruzione di quelle che all’Fsm sono state chiamate «alternative sistemiche». Abbiamo discusso di Buen Vivir, ecofemminismo, decrescita, diritti della Madre Terra, deglobalizzazione, beni comuni.

Continua un lavoro intenso, anche se a volte invisibile, per difendere e rilanciare modelli di vita profondamente vincolati al territorio, che prefigurano nuove relazioni sociali. La sfida è mantenere forte la resistenza, consolidando al tempo stesso spazi e diritti in ambito politico… L’Fsm può essere paragonato, in chiave laica, al lungo cammino di esodo del Popolo di Dio in cerca di libertà.

Pochi giorni dopo l’Fsm, abbiamo celebrato la Pasqua cristiana, quest’anno con un’intensità e un dolore più forti, che amplificano l’indignazione e dispongono al dono incondizionato della vita.

Molti ricorderanno suor Dorothy Stang, uccisa nel 2005 in Anapu, nel Pará, perché difendeva i diritti dei contadini, la riforma agraria e i modelli produttivi locali sostenibili. Questo sogno è stato ripreso, nella stessa città, da padre Amaro. E per mantenerlo vivo non si può evitare il conflitto. Un gruppo organizzato di fazendeiros ha messo gli occhi sulle terre che lo stato ha concesso alle famiglie organizzate, che padre Amaro accompagna. I grandi proprietari hanno montato accuse calunniose e prezzolato falsi testimoni: così sono riusciti a farlo arrestare, durante la settimana santa.

Due vescovi, assieme alla comunità locale, hanno celebrato l’inizio del triduo pasquale a fianco alla prigione. E Amaro, nel chiuso della sua cella, riusciva ad ascoltare. Abbiamo riflettuto molto sul parallelo tra Gesù e i perseguitati politici di oggi. La repressione dei difensori dei diritti umani sta aumentando, nel contesto di uno stato che favorisce l’impunità e gli interessi del grande capitale.

Pasqua è quel passo in più in difesa della gente, ripetuto giorno dopo giorno, scomodo per chi ha in mano le catene, ma inarrestabile, liberatore, già risorto anche se apparentemente bloccato in carcere.

Nella foto: indiani Gamela riuniti dopo aver subito uccisioni e amputazioni in seguito a un attacco coordinato da parte dei fazendeiros per la disputa sulla terra nel Maranhão.

Lawfare
Uso di manovre giuridiche, senza prove sufficienti, a fini di persecuzione politica, offesa alla reputazione e indebolimento di un avversario. Tra le vittime di un presunto lawfare possiamo citare i presidenti del Brasile (Dilma Rousseff), del Paraguay (Fernando Lugo) e dell’Honduras (Manoel Zelaya).

 

Buen Vivir
È un insieme di idee e valori centrati nei sistemi di conoscenza, pratiche e organizzazione dei popoli indigeni delle Ande e di altre regioni sudamericane. È stato incluso nelle Costituzioni di Bolivia e Equador, i cui governi però non sono riusciti a trasformarli in processi politici collettivi. A livello comunitario, ancora ispira pratiche di vita capaci di opporsi al modello coloniale capitalista.