Gabon / Benin

Le autorità gabonesi hanno accusato Jean Ping, ex presidente della commissione dell’Unione Africana e importante esponente d’opposizione, di complicità nell’incendio dell’ambasciata del Benin nella capitale Libreville, avvenuto lo scorso aprile.

In particolare, secondo la procura, Ping avrebbe messo una sua auto a disposizione di uno dei presunti responsabili del fatto, Elisée Boris N’nang, che sarebbe così riuscito a lasciare la città dopo la sua evasione, avvenuta il 4 maggio. Se giudicato colpevole, Ping – considerato da molti osservatori un possibile candidato unico dell’opposizione contro il presidente Ali Bongo Ondimba nelle elezioni del 2016 – rischia fino a tre anni di carcere.

L’incendio dell’ambasciata del Benin era avvenuto durante i disordini seguiti alla morte (per problemi di salute) di un altro oppositore, André Mba Obame. Un gruppo di sostenitori dell’uomo politico, scesi in strada a Libreville avevano incendiato auto e alcuni edifici, tra cui appunto la rappresentanza diplomatica. (Misna)