Gabon / Crisi post-elettorale

Dovrebbe iniziare questa settimana in Gabon un dialogo politico per risolvere la crisi istituzionale seguita alle elezioni presidenziali del 27 agosto 2016. Lo ha annunciato ieri Francis Nkea, ministro dei rapporti con le istituzioni costituzionali, pochi giorni dopo che il Parlamento europeo adottasse, il 2 febbraio, una risoluzione che esprime forti dubbi sui risultati del voto, mettendo seriamente in discussione la legittimità del presidente Ali Bongo Ondimba. I deputati europei hanno condannato le violazioni dei diritti umani, invitando il Consiglio europeo a chiedere spiegazioni a Libreville ed eventualmente, ad imporre sanzioni.

Secondo Nkea, 54 dei 58 partiti politici del Gabon avrebbe promesso di partecipare al dialogo, compresi piccoli partiti d’opposizione ma, fa notare il ministro, il loro peso politico è di gran lunga inferiore a quello della coalizione di Ping che rifiuta categoricamente di partecipare se non saranno prima liberati i prigionieri arrestati dallo scoppio della crisi.

Il candidato della coalizione delle opposizioni Fronte di opposizione per l’alternanza (Fopa), Jean Ping, contesta i risultati del voto sostenendo d’avere prove dei brogli organizzati da Bongo per assicurarsi la vittoria. Il Gabon è da ormai 50 anni nelle mani della dinastia Bongo, prima con il padre Omar (1967-2009), e poi con il figlio Ali, dal 2009 ad oggi. (Rfi)