Sono 23 i candidati per le presidenziali.
Il 30 agosto si vota per il nuovo presidente, dopo la morte di Omar Bongo in giugno. Il figlio Ali Ben Bongo è il candidato del maggiore partito. Ma continua a fare il ministro della Difesa, tra le proteste degli altri candidati e dei cittadini. Annullato un corteo contro di lui, bloccati in patria 2 candidati.

Mancano ancora 20 giorni alle elezioni presidenziali, ma il clima in Gabon si fa sempre più teso: venerdì 7 la polizia è intervenuta con gas lacrimogeni per disperdere una manifestazione di migliaia di persone, organizzata dall’opposizione ma vietata . Decine di persone sono rimaste ferite. Lunedì a due dei candidati indipendenti alle presidenziali del 30 agosto è stato impedito di lasciare il paese. Si tratta dell’ex-Premier Jean Eyéghe Ndong e dell’ex-ministro dell’Interno André Mba Obame, entrambi dissidenti del partito alla maggioranza, il Partito Democratico Gabonese, dal quale sono usciti in contrasto con la candidatura imposta di Ali Ben Bongo, 50 anni, figlio del defunto presidente Omar Bongo, morto in giugno dopo 41 anni di controllo incontrastato del paese.

Tutta l’opposizione è critica nei confronti di Ali Ben Bongo: la manifestazione di venerdì, sostenuta da una decina di candidati alle presidenziali chiedeva infatti le sue dimissioni da Ministro della difesa. In base alla legge i candidati alla presidenza devono lasciare i propri incarichi prima di potersi dedicare solo alla campagna, una regola rispettata da tutti gli altri 22 politici in corsa, ma che Bongo ha semplicemente ignorato. Una posizione in contrasto con i temi della sua propaganda politica, nella quale promette “giustizia, trasparenza, coesione nazionale”, e soprattutto redistribuzione dei profitti del petrolio, di cui il paese è ricco. I contratti per lo sfruttamento del greggio vanno però solo a vantaggio di una piccola élite politica e borghese, e lasciano 1,5 milioni di gabonesi a vedersela con la soglia di povertà.

Le opposizioni affermano che le sue dimissioni immediate sono necessarie per uno svolgimento corretto della campagna elettorale e in vista di un voto credibile.

Jean Eyeghé Ndong e André Mba Obame sono due tra le poche candidature che possono davvero contrastare la corsa di Bongo. Sono stati fermati all’aeroporto di Libreville, mentre erano in procinto di imbarcarsi. Ndong era atteso a Parigi: avrebbe dovuto incontrare la stampa e la comunità gabonese della diaspora. Secondo il ministro dell’Interno gabonese i loro documenti non sono più validi: non sono aggiornati perché riportano ancora i loro ruoli prima delle dimissioni. Potrebbero uscire dal paese solo in caso di rinnovo dei documenti.

Intanto il ministero del Tesoro del Gabon ha sbloccato oltre 700mila euro da destinare ai partiti in vista della campagna elettorale per le presidenziali. Oltre un terzo di questo bottino è destinato al Pdg.