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Dopo tre settimane di assenza del presidente, in Gabon la popolazione comincia a chiedere prove tangibili sullo stato di salute di Ali Bongo, trasferito d’urgenza all’ospedale di Riyad il 24 ottobre, mentre partecipava a un forum economico in Arabia Saudita.

Il suo portavoce, Ike Ngouoni, domenica ha affermato che il 59enne è “migliorato notevolmente” e “sta recuperando la maggior parte delle sue funzioni”. Un’affermazione che non convince il partito d’opposizione Union Nationale (UN) che accusa il governo di diffondere “menzogne di stato” sulla salute del presidente.

Quattro giorni dopo il ricovero, Ngouoni aveva parlato di un “grave affaticamento” e solo domenica scorsa ha riconosciuto che Bongo è in trattamento per una “grave malattia”. Una fonte straniera vicina al presidente e la moglie di origine francese, Sylvia, avevano dichiarato all’agenzia France Presse che si era trattato di un ictus.

L’Union Nationale ha quindi chiesto ieri al primo ministro Emmanuel Issoze Ngondet, di volare a Riyadh “con una delegazione rappresentativa a livello nazionale” per incontrare Bongo, le autorità saudite e i suoi medici.

Intanto, venerdì scorso, l’organismo di controllo dei media ha dichiarato di aver sospeso per tre mesi il giornale L’Aube per un articolo che denunciava come il paese fosse pericolosamente guidato da un “pilota automatico” a causa del prolungato ricovero del presidente.

Ali Bongo prese il posto di suo padre, Omar Bongo, che morì nel 2009 dopo quasi 42 anni al potere. Il Gabon ha grandi risorse di petrolio, minerali e legname tropicale. Il suo reddito nazionale pro-capite è quattro volte maggiore di quello della maggior parte delle nazioni sub-sahariane, ma circa un terzo della popolazione (1,8 milioni) vive ancora sotto la soglia di povertà. (Africanews)