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Omicidio del giornalista Deyda Hydara
Gambia: dopo 18 anni inizia il processo
26 Aprile 2022
Articolo di Redazione
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L'ex dittatore del Gambia, Yaya Jammeh

La giurisdizione universale consente a un paese straniero di perseguire i crimini contro l’umanità, i crimini di guerra e il genocidio, indipendentemente da dove sono stati commessi.

Per questo è iniziato ieri a Celle, in Germania, un processo per fatti avvenuti in Gambia tra il 2003 e il 2006. Sul banco degli imputati Bai Lowe con l’accusa di aver ucciso a colpi di arma da fuoco il 16 dicembre 2004 nella capitale Banjul il giornalista Deyda Hydara.

Bai Lowe faceva parte dei junglers, una squadra speciale dell’esercito creata dall’allora presidente Yahya Jammeh, al potere in Gambia dal 1994 al 2017, per intimidire la popolazione e mettere a tacere le voci critiche nei confronti del suo regime. L’imputato è sospettato di essere stato complice del tentato omicidio di un avvocato e dell’omicidio di un oppositore politico.

Cofondatore del giornale The Point, corrispondente di Agence France-Presse e di Reporters sans frontières, Deyda Hydara aveva 58 anni ed era considerato il decano dei giornalisti del piccolo paese anglofono dell’Africa occidentale. Su The Point teneva una rubrica piuttosto seguita, “Good Morning Mr President”, nella quale faceva le pulci alla politica gambiana.

Secondo l’avvocato della famiglia Hydara, il processo, che si prevede durerà parecchi mesi, deve essere «un segnale affinché altri criminali siano giudicati, anche in Gambia», dove dopo la caduta del regime è stata istituita una commissione d’inchiesta ad hoc.

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