Nuovo vaccino contro il plasmodium
Un vaccino antimalarico di ultima generazione permetterebbe la creazione anticorpi nell’uomo. Se sviluppato e diffuso potrebbe rappresentare una svolta importante nella lotta al letale parassita, responsabile, nel 2015, di 429.000 morti nel mondo, il 92% dei quali nell’Africa sub-sahariana.

Uno studio pubblicato la settimana scorsa sulla rivista Science Translational Medicine ha riscontrato che un vaccino di nuova generazione stimola una risposta immunitaria efficace contro il plasmodium falciparum, il più letale parassita della malaria (detta anche paludismo) a livello globale.

I ricercatori che hanno condotto l’indagine, ritengono che lo sviluppo di questo vaccino segni una pietra miliare nella lotta contro la devastante parissitosi, che continua ad essere contrastata attraverso adeguate e spesso efficaci misure di prevenzione. Le più diffuse includono la somministrazione di farmaci per la profilassi antimalarica, l’uso di zanzariere trattate con insetticidi, l’utilizzo di disinfestanti e repellenti per il controllo delle zanzare. Mentre per il trattamento della malaria è utilizzata una terapia combinata a base di artemisinina.

Allo stato attuale, non esiste però un farmaco antimalarico che possa dare la certezza assoluta di non venire contagiati. Per questo, le organizzazioni sanitarie di tutto il mondo concordano sul fatto che un vaccino efficace è necessario al fine di eliminare completamente la malattia.

Il nuovo vaccino, chiamato GAP3KO, è stato creato utilizzando una versione totalmente indebolita del plasmodium falciparum, ottenuta attraverso l’eliminazione dei tre geni di cui il parassita ha bisogno per entrare nel flusso sanguigno e trasmettere la malattia.

Per la sperimentazione, gli scienziati hanno somministrato alcune dosi di GAP3KO a dei topi-cavia. Dai test è emerso che l’antidoto li avrebbe protetti dall’infezione dopo l’esposizione a una versione non modificata del plasmodium falciparum.

Successivamente, i ricercatori hanno sviluppato la sperimentazione su dieci volontari umani. Ognuno di loro è stato punto circa 150-200 volte dalle zanzare che erano in precedenza state trattate con GAP3KO.

I ricercatori hanno così scoperto che il vaccino ha permesso a ogni singolo individuo di sviluppare una serie di anticorpi contro i plasmodi, che vengono inoculati nell’uomo attraverso la puntura allo stato di sporozoiti infestanti. Dalla sperimentazione finale, è risultato che nessuno dei volontari ha sviluppato la malaria o ha subito gravi effetti collaterali.

L’Africa il continente più colpito

Secondo le statistiche aggiornate dell’Organizzazione mondiale della sanità, quasi la metà della popolazione mondiale è a rischio di contrarre la malaria. Nel 2015, ci sono stati circa 212 milioni di nuovi casi di paludismo e 429mila decessi.

Il peso maggiore di questa patologia è sopportato dall’Africa, dove 3,2 milioni di persone sono quotidianamente esposte al plasmodio, che causa la malattia. Nella sola regione sub-sahariana, nel 2015, si sono registrati il 90% dei casi e il 92% dei morti con 303mila decessi di bambini sotto i cinque anni di vita.