Che il mondo sia transitato da uno stato di caos, di indistinto a una qualche forma di ordine riconoscibile lo dicono miti e racconti di ogni popolo. I kuba del Congo tramandano che a creare l’universo è stato il grande Mbombo che, indisposto, si liberò vomitando Sole, Luna e stelle; per i fulani del Sahel, dediti alla pastorizia, tutto proviene da una enorme goccia di latte; i pigmei delle foreste attribuiscono la nascita dell’universo a una tartaruga che viveva nell’acqua primordiale.

Anche il poeta greco Esiodo ci dice che “All’inizio e per primo venne a essere il caos”. Il fatto è che molti studi della fisica moderna sembrano confermarlo, il caos. L’autore ci guida letteralmente, da divulgatore scientifico qual è, alla comprensione di quello che la fisica ha capito e ci fornisce indicazioni per rispondere a due domande: cos’è successo nei primi istanti di vita dell’universo?

Oggi l’universo è il sistema organizzato e affidabile che ci appare o è dominato ancora dal disordine? Tullio Tonelli, professore all’Università di Pisa, lavora al Cern di Ginevra, il più grande laboratorio al mondo di fisica delle particelle, ci invita a considerare che «l’immaginazione, sviluppata e incoraggiata nei gruppi sociali culturalmente più avanzati, è l’arma più potente che l’umanità sia mai stata in grado di sviluppare. Dall’immaginazione è nata anche la scienza che, avendo scelto di basare i propri racconti su verifiche sperimentali, ha dovuto sviluppare tecniche e visioni sempre più ardite».