Disarmo

Svolta “etica” per lo storico produttore di armi tedesco Heckler & Koch (H&K), la cui fama di società più assassina del paese – gli attivisti per il disarmo stimano che le sue armi abbiano ucciso più di 2 milioni di persone dalla fondazione dell’azienda nel 1949 e continuino ad uccidere una persona ogni 13 minuti – dovrà essere rivista. L’azienda ha infatti adottato la politica di vendita più “etica” di qualsiasi altro produttore di armi da fuoco nel mondo.

La H&K si è impegnata a non vendere più le armi in zone di guerra o a paesi che violano norme di corruzione e di democrazia, tra cui: Arabia Saudita, Israele, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Turchia, Malaysia, Indonesia e tutti i paesi africani.

Anche se non è mai stata annunciata ufficialmente, la nuova strategia è inclusa nell’ultima relazione finanziaria annuale e confermata nella riunione del Cda ad agosto. Un portavoce ha detto che l’impresa “si è ritirata da tutte le regioni di crisi del mondo”.

Questa rivoluzionaria decisione fa della Heckler & Koch il primo produttore di armi ad avere una politica più “etica” di controllo delle esportazioni, anche rispetto a quella del proprio governo. The Guardian fa notare che il ministero dell’Economia tedesco ha rifiutato di commentare la scelta, affermando che non discute mai le decisioni individuali dell’azienda.

La società ha dichiarato che ora venderà solo a cosiddetti “paesi verdi”, che ha definito in base a tre criteri: l’adesione alla Nato (o “Nato equivalente”, come Giappone, Svizzera, Australia e Nuova Zelanda); l’indice di percezione della corruzione stilato ogni anno dall’organizzazione Transparency International; l’indice di democrazia indicato dall’organizzazione britannica Economist Intelligence Unit. (The Guardian)