Gibuti / Elezioni

Gibuti si prepara, non senza contraddizioni, alle elezioni presidenziali che si terranno  venerdì 8 aprile. Nessuno ha dubbi sul vincitore. Sarà il presidente in carica, Ismail Omar Guelleh, che si presenta per il suo quarto incarico, dopo che nel 2010 era stata cambiata la costituzione per permettergli di competere per il terzo mandato. Allora vinse con l’80% dei voti.

Dal 25 marzo, giorno dell’apertura della campagna elettorale, le strade del paese, che ha circa 820.000 abitanti, sono tappezzate di manifesti elettorali del suo partito, l’Unione per la maggioranza presidenziale (Ump), mentre gli altri si presentano alle urne profondamente divisi.

Il maggior gruppo di opposizione, l’Unione per la salvezza nazionale (Usn) è una coalizione di sette partiti che non hanno trovato un accordo neppure sulla stessa partecipazione alle elezioni. Tre dei partiti membri hanno deciso di boicottarle, denunciando la mancanza dei requisiti minimi di trasparenza.

Le altre forze politiche della coalizione osservano che un decennio di boicottaggi elettorali, dal 2003 al 2013 quando fu eletto il parlamento, non ha fatto che dare mano libera al partito di Guelleh. Non hanno però trovato un accordo sul candidato. Si presenteranno alla tornata elettorale con due candidati, Mohamed Daoud Chehem e Omar Elmi Khaireh, non avendo perciò nessuna possibilità di competere. (Mail Guardian Africa)