15 atleti divisi tra 8 delegazioni. È questo il contributo africano ai Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina. Nigeria, Eritrea, Marocco, Madagascar, Kenya e Sudafrica vantano già delle presenze a passate edizioni. Per Benin e Guinea-Bissau sarà un debutto.
I rappresentanti africani in Italia
Tra gli atleti che prenderanno parte ai Giochi Olimpici figurano profili con una consolidata esperienza internazionale.
Il Madagascar conferma la sua presenza con Mialitiana Clerc, divenuta la prima donna africana a competere in tre edizioni consecutive dei Giochi invernali.
Altrettanto significativo è il ritorno dell’eritreo Shannon-Ogbnai Abeda. Il primo sciatore alpino nella storia del suo Paese si presenta a Cortina per quella che ha annunciato essere la sua ultima apparizione olimpica.
Cresciuto in Canada, ma molto legato alle proprie radici, Abeda chiude con questa edizione un percorso iniziato con il debutto storico del 2018.
Rappresenta la Nigeria Samuel Ikpefan, al suo secondo appuntamento olimpico.
Il ricordo delle Olimpiadi 2018
Otto anni fa, ai Giochi Olimpici di Pyeongchang, in Corea del Sud, l’esperienza del team femminile nigeriano di bob attirò la curiosità di molti spettatori internazionali.
Ne furono protagoniste Seun Adigun, Ngozi Onwumere e Akuoma Omeoga, tre sportive originarie della Nigeria e professioniste nell’atletica leggera, allora di base negli Stati Uniti.
Si allenarono con un bob di legno costruito artigianalmente in Texas, finanziando la loro partecipazione tramite una campagna di crowdfunding.
La dimensione della diaspora sportiva
Nonostante il consolidamento di queste presenze, lo sviluppo delle discipline invernali nel continente rimane un elemento di nicchia.
La quasi totalità dei 15 partecipanti vive e si allena stabilmente in Europa o Nord America, rendendo la diaspora sportiva il canale naturale di accesso a discipline che richiedono standard tecnici e climatici specifici.
Le vette innevate dell’Africa
La partecipazione alle Olimpiadi invernali poggia anche su piccole, ma storiche tradizioni locali.
Il Sudafrica è stato il primo Paese africano a partecipare alle Olimpiadi invernali, nel 1960 in California. In questa edizione, guida la delegazione più numerosa del continente con 5 atleti.
Un primato non casuale. Il Sudafrica vanta una struttura sportiva attiva dagli anni ’50 e una rete di club che opera sui rilievi del Drakensberg. Nota come la ‘Montagna dei Draghi’, questa catena è il cuore pulsante degli sport invernali nella regione, con vette che superano i 3.400 metri lungo il confine con il Lesotho.
Una dinamica simile interessa il Marocco, dove lo sci alpino è strettamente legato alle vette dell’Atlante, la catena montuosa più grande del Nord Africa. Il suo picco più alto, il massiccio del Jbel Toubkal, tocca i 4.167 metri.
Qui la pratica invernale è una realtà stagionale da decenni, con stazioni come Oukaïmeden che alimentano una cultura della neve radicata nel territorio.