INCONTRI E VOLTI – GENNAIO 2017
Alex Zanotelli

Qualche settimana fa ho avuto modo di vedere qui a Napoli il documentario del giornalista Michele Santoro – Robinù che è la versione napoletana di Robin Hood e che tratta della camorra dei giovani napoletani. Era una decina d’anni che non entravo in una sala cinematografica per vedere un film, di solito ci entro per convegni e manifestazioni. Questa volta sono dovuto andare, invitato da Santoro, in vista di un programma televisivo in cui si ragionerà di periferie. Santoro ritiene che avendo io vissuto una dozzina d’anni a Korogocho, una baraccopoli di Nairobi, e altrettanti anni al rione Sanità qualche idea sulle periferie me la dovrei esser fatta.

Robinù mi è parso un lavoro accurato che presenta la realtà in cui sono immersi tanti ragazzi delle periferie. Il documentario sui sofferma sui giovani di Forcella, una delle periferie interne di Napoli, e poi su quelli delle periferie esterne come Scampia e Ponticelli.

Sta crescendo una generazione che davvero fa paura. Una generazione che sembra non avere altro interesse che non siano i soldi. E una volta ottenuto il denaro, sparando, spacciando della droga e controllando il territorio, lo usano immediatamente per fare la “bella vita”. Le immagini agghiaccianti documentano questa situazione e sono immagini che ho riconosciuto in quanto vivo in un contesto che ha queste caratteristiche.

Di fronte a questo stato di cose non ci si può nascondere. Va messo sul piatto il fallimento di una società. Prima di tutto il fallimento della scuola. In queste periferie, il 40% degli allievi delle scuole medie e superiori non arriva al diploma e si perde per strada. Ma va considerato anche il fallimento della Chiesa che dovrebbe essere un’agenzia educativa e che non riesce ad intercettare giovani e giovanissimi.

Chiaro che mi sento chiamato in causa come missionario. Al rione Sanità sto facendo missione. Sono convinto che la prima cosa da fare è di decidere, come Chiesa, di stare dentro queste periferie di camminare insieme con la gente e di toccare con mano ciò che accade ogni giorno. Per capire qualcosa del rione Sanità, io ho impiegato anni…

Siamo chiamati, come missionari, a impiantare e sostenere valori, e ad aiutare questi giovani a costruire un altro tipo di società. Ma questo comporta anche un impegno per i diritti, perché le periferie sono il risultato di un sistema che crea realtà degradate. Se abbandonate a se stesse, queste periferie possono incubare una violenza difficilmente gestibile.

Ecco perché tante realtà associative ed ecclesiali hanno dato vita a un coordinamento che si chiama Popolo in cammino. Il 16 dicembre questo popolo è sceso in piazza per chiedere investimenti scolastici nelle periferie, in modo che le scuole abbiamo orari di apertura più lunghi e che ci siano più corsi serali, con professori motivati e appassionati. In piazza abbiamo chiesto anche lavoro per questi giovani.

Come Chiesa dobbiamo spenderci di più e meglio. Si deve investire negli oratori se vogliamo togliere dalla strada tanti ragazzini. Questa è una sfida missionaria rilevante: dobbiamo capire che, specie in queste situazioni, anche l’Italia è terra di missione.