(Credit: Greenpeace)

L’aumento delle precipitazioni, delle temperature e degli eventi meteorologici estremi hanno contribuito ad aumentare l’insicurezza alimentare, la povertà e lo sfollamento della popolazione in Africa nel 2020, il che ha solo accentuato la crisi socio-economica e sanitaria innescata dal Covid -19. Nel giro di 10 anni circa 120 milioni di persone saranno costrette ad affrontare queste situazioni estreme.

È ciò che ha annunciato l’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm) nel Rapporto sullo stato del clima in Africa 2020, pubblicato il 19 ottobre in vista della conferenza Onu sul clima che inizierà il 31 ottobre a Glasgow.

Il rapporto fornisce una panoramica delle tendenze e degli effetti del cambiamento climatico, compreso l’innalzamento del livello del mare e lo scioglimento dei ghiacciai (pochi) del continente. Nell’introdurre il report, gli analisti dell’Omm hanno evidenziato la sproporzionata vulnerabilità dell’Africa, mostrando come i potenziali benefici degli investimenti nell’adattamento climatico, nei servizi meteorologici e climatici, e nei sistemi di allerta precoce superino di gran lunga i costi.

«Durante il 2020, gli indicatori climatici in Africa sono stati caratterizzati da un continuo aumento delle temperature, da un’accelerazione dell’innalzamento del livello del mare, da fenomeni meteorologici e climatici estremi, come inondazioni, frane e siccità, e i relativi impatti devastanti», ha affermato il segretario dell’Omm, il generale Petteri Taalas.

L’anno scorso si colloca tra il terzo e l’ottavo anno più caldo mai registrato in Africa, a seconda del set di dati utilizzato. E nel rapporto si osserva che tutti i ghiacciai rimasti in Africa sono sulla buona strada per scomparire entro il 2040. Il continente si è infatti riscaldato più velocemente della media globale, pur essendo responsabile del solo 4% delle emissioni di gas serra del mondo.

Gli effetti combinati di conflitti prolungati, instabilità politica, variabilità climatica, epidemie di parassiti e crisi economiche, esacerbati dalle conseguenze della pandemia di Covid-19, sono stati i principali fattori alla base di un significativo aumento dell’insicurezza alimentare. Che è cresciuta da 5 a 20 punti percentuali in seguito a ogni alluvione o siccità nell’Africa subsahariana.

Il relativo deterioramento della salute dei bambini e della frequenza scolastica potrebbe peggiorare il reddito e le disuguaglianze di genere a lungo termine. Ad esempio, si stima che il 12% di tutti i nuovi sfollamenti di popolazione nel mondo si siano verificati nel Corno d’Africa e nella parte orientale del continente, con oltre 1,2 milioni di nuovi sfollati legati a disastri e quasi 500mila legati ai conflitti, afferma il rapporto.

Per evitare costi ancora più elevati di soccorso in caso di catastrofe, nell’Africa subsahariana sarebbero necessari per il prossimo decennio tra i 30 e i 50 miliardi di dollari l’anno per le attività di adattamento.

Secondo Taalas, c’è una particolare necessità di investire nello sviluppo delle capacità e nel trasferimento di tecnologia, nonché nel miglioramento dei sistemi nazionali di allarme rapido, compresi i sistemi di osservazione del tempo, dell’acqua e del clima.

Un primo allarme per gli effetti del cambiamento climatico in Africa era stato lanciato già lo scorso agosto nel rapporto Climate Change 2021. The Physical Science Basis, realizzato dal Working Group I dell’Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change), di cui Nigrizia aveva parlato nel numero di ottobre.

 

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