Il 2020 è un anno importante per le strategie climatiche. Alla Conferenza delle parti COP26 prevista a novembre a Glasgow, i paesi dovranno indicare, infatti, la propria disponibilità ad alzare gli obiettivi di riduzione delle emissioni presentati nel 2015. L’Europa, ad esempio, proporrà di alzare dal 40% al 50-55% il taglio dei gas climalteranti al 2030 (rispetto al 1990).

Anche i paesi africani si stanno preparando a questo appuntamento. Rispetto agli impegni definiti a Parigi, è possibile che una parte dei governi rilanci con impegni più ambiziosi.

L’impatto climatico si sta manifestando, infatti, in tutta la sua gravità in Africa, con un’accelerazione delle alluvioni e delle siccità. Al tempo stesso, gli impressionanti progressi delle rinnovabili consentono un cambio di strategie.

In Kenya, lo scorso anno è stata bloccata la costruzione di una centrale a carbone, e contemporaneamente è stato inaugurato un parco eolico da 320 MW. Anche il Sudafrica, dove la generazione elettrica è in larga parte basata sul carbone, ha recentemente deciso di cambiare marcia.

Entro il 2030, il 59% della nuova potenza sarà affidata alle rinnovabili e solo il 10% al carbone. E il Marocco intende installare 10mila nuovi MW, prevalentemente da sole e vento, in modo da riuscire a soddisfare con elettricità verde, alla fine di questo decennio, il 52% della domanda.

Prima dello scoppio del coronavirus e proprio in preparazione della COP26, tra il 20 e il 24 aprile era prevista a Kampala (Uganda), l’Africa Climate Week sotto l’egida dell’Onu. Una opportunità per governi e organizzazioni di confrontarsi sulle strategie e i programmi per contenere i rischi climatici.

Un aspetto interessante è la crescente, per quanto ancora debole, spinta dal basso che si registra su queste tematiche. Dalle iniziative di riforestazione, in parte spontanee e in parte organizzate dai governi, alle iniziative contro i rifiuti di plastica.

E sta emergendo anche una partecipazione alle mobilitazioni internazionali sul clima. In occasione dei FridaysforFuture, colpiscono le immagini di giovani e giovanissimi, in piccoli villaggi, che sottolineano attraverso le scritte sui cartelli il loro impegno ambientale.


Conferenza delle parti COP26

È la 26ª Conferenza delle parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Unfccc), nota anche come Accordi di Rio, in quanto firmata a Rio de Janeiro nel 1992