Burkina / Militari in campo
Nel pomeriggio di ieri elementi del Reggimento di sicurezza presidenziale (Rsp) del Burkina Faso hanno interrotto il consiglio dei ministri, sequestrato e di fatto messo agli arresti il presidente, Michel Kafando, e il primo ministro Isaac Zida. Questa mattina l'Rsp ha annunciato le dimissioni del presidente.

Nel pomeriggio di ieri militari del Reggimento di sicurezza presidenziale (Rsp) del Burkina Faso hanno sequestrato e di fatto arrestato l’attuale presidente del Burkina Faso, Michel Kafando, e il primo ministro Isaac Zida, dopo aver fatto irruzione nella sala del Consiglio dei ministri nel corso di un incontro di Gabinetto, prendendo in ostaggio anche il ministro della funzione pubblica Augustin Loada, e il ministro dell’urbanizzazione, René Bagoro.

Il reparto d’élite, forte di circa 1.200 uomini, fungeva da guardia scelta dell’ex capo di stato Blaise Compaoré ed è considerato ancora vicino quest’ultimo. Compaoré lo scorso anno è stato costretto alla fuga in seguito a una sollevazione popolare causata dalla volontà dell’allora capo dello stato di presentarsi per un nuovo mandato presidenziale in violazione della Costituzione. 

Secondo fonti della Misna sul posto, i militari avrebbero preso il controllo dei mezzi di comunicazione: la televisione nazionale ieri sera trasmetteva solo la registrazione di una vecchia partita di calcio.

L’azione avviene proprio all’indomani di una proposta di scioglimento della stessa Rsp arrivata dalla Commissione nazionale per la riconciliazione e le riforme. Inoltre negli ultimi giorni si erano registrate forti tensioni dopo che esponenti dell’ex partito presidenziale di Campaoré erano stati dichiarati ineleggibili per le elezioni previste l’11 ottobre. Potrebbe dunque trattarsi di una reazione dei sostenitori del capo di stato estromesso un anno fa.

Le autorità di transizione hanno reagito al tentativo di golpe. Il presidente del Consiglio nazionale di transizione, Cheriff Sy,  ha diffuso una nota in cui chiama il popolo burkinabè a sollevarsi contro quello può essere a questo punto definito un putsch: “Il dovere ci chiama perché la nazione burkinabè è in pericolo – si legge nella nota. Richiamiamo al dovere di solidarietà la società civile, le forze politiche, la comunità internazionale perché facciano fallire questa operazione”.

La risposta della piazza non è tardata. Come riportato da Rfi, migliaia di persone hanno immediatamente risposto alla chiamata marciando verso il palazzo presidenziale e chiedendo la liberazione del Presidente Michel Kafando, del premier Isaac Zida e di alcuni ministri. La manifestazione però è stata dispersa dai militari. Oggi è prevista una nuova manifestazione nella capitale.

La situazione resta tesa e confusa ed è in continua evoluzione. I recenti sviluppi precedono di poche settimane le elezioni presidenziali e legislative in programma l’11 ottobre , che avrebbero completato la transizione per il ritorno alla democrazia.

I fatti di Ouagadougou hanno provocato immediatamente una presa di posizione della comunità internazionale. Il segretario generale delle Nazioni unite Ban Ki-moon si è detto scosso dalla notizia della detenzione del presidente Michel Kafando e del primo ministro Yacouba Isaac Zida e ha chiesto il loro immediato rilascio. La nota del segretario generale Onu rileva che “questo incidente è una flagrante violazione della Costituzione del Burkina Faso e della Carta di transizione”.

Anche gli Stati Uniti hanno espresso la loro contrarietà: “Gli Stati Uniti condannano duramente qualunque tentativo di conquistare il potere attraverso mezzi extra-costituzionali”, ha detto il portavoce del dipartimento di Stato, John Kirby.

Ma pochi minuti fa Rfi riporta la notizia che un militare della Rsp si è presentato alla televisione nazionale parlando a nome del Consiglio nazionale per la democrazia annunciando le dimissioni del presidente Kafando e dissoluzione del governo e del Parlamento di transizione. Inoltre, l generale Gilbert Diendéré è stato nominato presidente  del Consiglio nazionale per la democrazia. L’alto ufficiale negli scorsi anni era considerato uno strettissimo collaboratore di Blaise Compaoré. Nell’annuncio viene anche detto che è stato instaurato un coprifuoco dalle 19 alle 6 del mattino e le frontiere sono state chiuse.

Nigrizia nell’ultimo numero di settembre 2015, attraverso un articolo intitolato “I riciclati” ha fornito un quadro generale delle dinamiche politiche in campo in vista delle elezioni  dell’11 ottobre. Un’analisi che può aiutare a capire il contesto in cui sono maturati i fatti che stanno avvenendo in queste ore.

Nella foto in alto Il presidente di transizione del Burkina Faso, Michel Kafando (a sinistra) e il primo ministro Isaac Zida (Fonte: Bbc).

Nella gallery sopra manifestanti in piazza ieri nella capitale Ouagadougou contro il colpo di stato e il militare della Guardia presidenziale apparso stamane nella Tv nazionale, per annunciare le dimissioni di Kafando e lo scioglimento del parlamento (Fonte: Jeune Afrique / Rfi).