Angola / Carati contro diritti
La denuncia di decine di omicidi e centinaia di casi di tortura sono costati al giornalista Rafael Marques un processo per diffamazione che comincia il 23 aprile. I querelanti principali sono la Società mineira do Cuango e sette generali. Intanto il libro che documenta i fatti è disponibile sul web.

L’attivista e giornalista angolano, Rafael Marques (foto), autore del libro Blood Diamonds: Corruption and Torture in Angola (2011), vive un momento delicato in vista del processo per diffamazione previsto il 23 aprile davanti al tribunale provinciale di Luanda.

A intentargli causa la Società mineira do Cuango (Smc) e sette generali, accusati da Marques di essere proprietari di società minerarie e di sicurezza implicate, tra il giugno 2009 e il marzo 2011, in 119 omicidi e 500 casi di tortura ai danni di cercatori artigianali di diamanti, attivi nella regione di Lunda Norte. A ciò vanno aggiunti espropriazioni di terre e raccolti distrutti. Un particolare: le Forze armate angolane e la società di sicurezza Teleservice utilizzano i catanas, cioè machete, contro i garimpeiros (cercatori di diamanti).

Anche se il libro di Marques è ben documentato, in tribunale non avrà vita facile. Si sono aggiunti infatti quattro nuovi querelanti: la società con sede alle Bermude Itm-Mining, azionista di Smc, e il presidente di Itm Renato Herculano Teixeira; poi due partner di quest’ultimo, Andrew John Smith e Sérgio Eduardo Monteiro da Costa, che insieme reclamano 250mila dollari di danni. E non è finita. I sette generali e la Smc hanno portato nuove accuse di diffamazione in aggiunta a quelle iniziali.

Un altro problema è che il tribunale non ha comunicato agli avvocati di Marques le accuse di tre altri querelanti: Teleservice, il generale Antonio dos Santos França “Ndalu”, conosciuto come “il generale dei generali” e primo azionista di Teleservice, e José Carlos de Sousa Figueiredo, anch’esso azionista di Teleservice.

Secondo Marques, il pubblico ministro non ha comunicato le accuse per complicare il compito della difesa. Inoltre l’avvocato generale dello stato afferma di non aver trovato prove che i querelanti avrebbero dato gli ordini per gli omicidi e i casi di tortura menzionati nel libro.

Marques rischia fino a 9 anni di prigione e 1,2 milioni di dollari di ammenda. Ma il processo potrebbe ritorcersi contro gli uomini d’affari e i generali. Il processo infatti è molto atteso dall’opinione pubblica, specie dopo la scelta da parte di Barbara Bulhosa, della casa editrice Tinta da China (Lisbona), di pubblicare gratuitamente sul web il libro di Marques.

Una situazione piuttosto imbarazzate per il governo di Luanda, in quanto si puntano i riflettori su dei fatti che gettano un’ombra sulla reputazione dei diamanti angolani proprio mentre Berardo Campos assume la presidenza del Processo di Kimberley. Che è appunto un accordo tra stati multinazionali e società civile, in vigore dal 2002, che certifica la provenienza dei diamanti e punta a prevenire il mancato rispetto dei diritti umani e il finanziamento di guerre civili.