Guinea / Proteste

Ieri a Conakry manifestanti hanno eretto barricate, bruciato pneumatici e lanciato pietre contro la polizia, nella prima di una serie di proteste, pianificate dall’opposizione contro possibili modifiche alla Costituzione che potrebbe consentire al presidente Alpha Condé di correre per un terzo mandato.

I proiettili sparati dalla polizia hanno provocato almeno quattro morti e diversi feriti secondo Amnesty International, che chiede alle forze di sicurezza di astenersi dall’utilizzare una forza eccessiva e mortale. In una dichiarazione pubblica, le autorità guineane hanno riportato due morti, tra cui un gendarme. Lo staff dell’UFDG (Unione delle Forze Democratiche Guineane) dell’ex primo ministro Cellou Dalein Diallo, principale oppositore di Condé, parla di due manifestanti colpiti da spari delle forze di sicurezza.

“Con un clima politico già teso, le uccisioni di ieri e gli arresti arbitrari di almeno 14 persone (per lo più oppositori) nel fine settimana stanno solo aggiungendo combustibile al fuoco, in un paese in cui più di 100 persone sono morte durante le proteste negli ultimi 10 anni”, fa sapere in una nota Amnesty.

Proteste politiche, scioperi dei lavoratori e manifestazioni contro compagnie minerarie di bauxite sono state frequenti negli ultimi anni nel paese dell’Africa occidentale, e spesso represse con violenza.

Il secondo e ultimo mandato quinquennale di Condé scade nel 2020, ma il leader ottantunenne ha rifiutato di lasciare il potere, chiedendo al suo governo il mese scorso di esaminare la stesura di una nuova Costituzione.
Il prossimo gennaio sono previste elezioni legislative. (Amnesty / Reuters)