Guinea: in aumento rapimenti e sparizioni forzate - Nigrizia
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Decine di organizzazioni per i diritti umani chiedono la verità sulla scomparsa di due attivisti e un giornalista sequestrati dai militari un anno fa e scomparsi nel nulla
Guinea: in aumento rapimenti e sparizioni forzate
09 Luglio 2025
Articolo di Redazione
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Il capo della giunta militare golpista, generale Mamady Doumbuya (Credit: Flickr/CC BY-NC-ND 2.0)

Lo scorso anno, la giunta militare della Guinea guidata dal generale Mamady Doumbouya, salito al potere con un colpo di stato nel 2021, aveva sciolto decine di partiti politici e aveva posticipato la scadenza per nuove elezioni presidenziali e legislative che già aveva prefissato.

Il primo ministro Amadou Oury Bah, tuttavia – come riportato il 6 marzo da Nigrizia – aveva annunciato che le elezioni si sarebbero tenute a dicembre di quest’anno, dopo un referendum su una bozza di Costituzione che avrebbe aperto la strada al ritorno all’ordine democratico.

Nonostante quelle positive dichiarazioni, oggi i segnali concreti nello scenario guineano mostrano invece un graduale restringimento dello spazio democratico.

Infatti, oltre a Amnesty International e Human Rights Watch, anche la Federazione internazionale per i diritti umani (FIDH) e l’Organizzazione mondiale contro la tortura (OMCT), insieme a 25 altre organizzazioni, hanno espresso in questi giorni profonda preoccupazione per la recrudescenza di rapimenti e sparizioni forzate nel paese, indice di una crescente repressione di attivisti e difensori dei diritti umani.

Le organizzazioni denunciano in particolare ancora una volta il totale silenzio delle autorità rispetto alla scomparsa, un anno fa, di Oumar Sylla e Mamadou Billo Bah, responsabili del Fronte nazionale per la difesa della Costituzione (FNDC), movimento sociale sciolto nel 2022, che chiedeva per l’appunto il ritorno a un governo civile.

“Invitiamo le autorità guineane a rompere il loro insopportabile silenzio sulla sorte dei due attivisti dell’FNDC. Non esiste finora alcuna indicazione che siano state svolte indagini per trovare i due attivisti scomparsi”, hanno scritto i promotori dei diritti umani.

Chiedendo che “i responsabili sospettati dei rapimenti e delle sparizioni forzate siano processati in modo equo e che le vittime e i loro familiari possano ottenere giustizia”.

Gli attivisti hanno invitato inoltre le autorità a ratificare senza riserve la Convenzione internazionale per la protezione di tutte le persone dalle sparizioni forzate.

Spariti nel nulla

Mamadou Billo Bah e Oumar Sylla, noto anche come Foniké Menguè, erano stati arrestati il ​​9 luglio 2024 a Conakry da uomini armati, prima di essere condotti dalle forze speciali nell’arcipelago di Loos.

Secondo quanto dichiarato da un terzo membro dell’FNDC, rapito insieme ai due attivisti e rilasciato il giorno dopo, i leader sequestrati erano stati interrogati e torturati.

Al caso dei leader del FNDC se ne sono aggiunti altri: il giornalista Habib Marouane Camara, direttore generale del sito web di informazione Le Révélateur, secondo quanto riferito da alcuni testimoni era stato rapito da uomini in uniforme a Lambanyi, un comune di Conakry, il 3 dicembre 2024. Ad oggi, nemmeno di lui si hanno notizie.

Sequestrati e seviziati

Il 19 febbraio 2025, inoltre, il coordinatore nazionale del Forum delle forze sociali della Guinea, Abdoul Sacko, era stato rapito e ritrovato lo stesso giorno, secondo i suoi avvocati “in condizioni critiche, torturato e abbandonato dai suoi rapitori nella savana”.

Dopo il rapimento di Abdoul Sacko, l’Ordine degli avvocati della Guinea aveva denunciato “il clima di terrore che si sta gradualmente diffondendo e […] la totale mancanza di reazione da parte delle autorità giudiziarie”.

La stessa sorte di Sacko ha subito lo scorso giugno l’avvocato Mohamed Traoré, ex presidente dell’Ordine degli avvocati, che ha testimoniato di aver subito abusi dopo essere stato rapito da casa nella notte tra il 20 e il 21 giugno da uomini armati.

Due giorni dopo, il pubblico ministero aveva annunciato l’apertura di un’“indagine approfondita sui fatti verificatisi”, ma il dubbio rimane che si tratti ancora una volta di parole che non saranno seguite ai fatti.

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