Guinea-Bissau: Embalò caccia i media portoghesi - Nigrizia
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Via le redazione di Lusa, RTP e RDP. Non sono state date spiegazioni
Guinea-Bissau: Embalò caccia i media portoghesi
Critiche fioccano da Lisbona a Bruxelles, e che anche la società civile locale si dice preoccupata in vista delle elezioni di novembre
18 Agosto 2025
Articolo di Luca Bussotti
Tempo di lettura 3 minuti
Edificio di RTP in Portogallo. (Da Wikimedia Commons)

Non è stato un ferragosto esattamente tranquillo quello trascorso a Bissau, la capitale della Guinea-Bissau che il prossimo novembre si recherà alle urne per scegliere il capo di stato che succederà a Umaro Sissoco Embaló, a sua volta in corsa per un secondo mandato.

Con una mossa inedita, proprio il presidente Embaló ha deciso di espellere tutti i giornalisti dell’agenzia portoghese statale di informazione, Lusa, insieme a quelli della radio e televisione pubblica del paese lusitano (rispettivamente RDP e RTP), sospendendone tutte le trasmissioni. I cronisti hanno tempo fino a domani 19 luglio per lasciare il paese.

Una simile decisione non ha precedenti neanche per la Guinea-Bissau, passata attraverso una lunga serie di fasi politiche turbolente. La decisione del presidente segnala un ulteriore peggioramento della crisi democratica in corso nel paese.

Le condanne

Le reazioni non sono mancate: sul fronte portoghese, è stata emessa una nota di ripudio, firmata da Luísa Meileres (direttrice di informazione di Lusa) e dagli omologhi Mário Galego (RTP) e Vítor Gonçalves (RDP). Nel comunicato la decisione di Embaló viene definita «un attentato ai principi fondamentali che caratterizzano l’attività giornalistica».

I tre dirigenti dei media lusitani hanno quindi invocato la riapertura delle emittenti e la riammisione nel paese dei giornalisti espulsi. Il ministero degli Esteri di Lisbona, in un altro comunicato, ha fatto sapere di avere convocato l’ambasciatore della Guinea-Bissau in Portogallo, al fine di chiedere spiegazioni sull’accaduto.

Anche l’Unione Europea si è associata alla condanna portoghese, attraverso la voce di Anita Hipper, portavoce della politica estera comunitaria.

Governo sempre più autoritario 

Sul fronte interno, la Lega guineana per i diritti umani ha rilasciato immediatamente una dichiarazione, attraverso la voce del suo presidente, Babacar Turé, sottolineando come tale atto rappresenti un’ulteriore escalation nel consolidamento di un regime autoritario, allergico alla libera informazione, soprattutto quando le elezioni si avvicinano

Non soddisfatto della decisione, Embaló – in visita dal 17 agosto scorso a Capo Verde, paese colpito da una devastante tempesta, concentrata presso l’isola di São Vicente – ha ribadito di non voler dare alcuna spiegazione dell’accaduto, visto che la questione riguarda i rapporti fra Guinea-Bissau e Portogallo, e non quelli con Capo Verde

La Guinea-Bissau si sta preparando a elezioni presidenziali molto complicate, con Embaló in grande difficoltà, e quasi certo della propria sconfitta. Il clima, negli ultimi giorni, si è ulteriormente surriscaldato con l’ennesimo cambio di primo ministro da parte del presidente della Repubblica, che ha nominato Braima Camará per questo delicato ruolo.

Camará è membro del partito (MADEM-G15) che aveva sostenuto Embaló nelle vittoriose e contestate elezioni del 2020. Il capo di stato si era poi distanziato da questa formazione, non accettando le critiche provenienti anche dallo stesso Camará.

La nomina di quest’ultimo alla carica di primo ministro, di iniziativa puramente presidenziale, rappresenta un tentativo di ricompattare il fronte che lo aveva portato alla più alta carica della Guinea-Bissau, secondo manovre politiche non nuove, da parte di Embaló.

Scenari futuri 

In realtà, ciò che si teme, a Bissau, è un rinvio delle elezioni presidenziali che farebbe precipitare il paese in una nuova fase di caos istituzionale.

La decisione rispetto ai mezzi di informazione portoghesi, quelli che diffondono nel mondo le principali notizie provenienti dalla Guinea-Bissau, potrebbe essere letta proprio in questo senso o, in alternativa, nella preparazione di in un processo elettorale poco trasparente, in cui la macchina governativa riesca a manipolare i risultati a favore dell’attuale capo di stato, con la compiacenza degli organismi di giustizia.

Uno scenario, anche quest’ultimo, che non sarebbe nuovo, nella Guinea-Bissau di Embaló. 

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