Guinea Bissau

Venti persone, tra politici e uomini d’affari guineani, sono stati sottoposti ieri a pesanti sanzioni, tra cui il divieto di viaggio e il congelamento dei beni, da parte della Comunità economica degli stati dell’Africa occidentale (Ecowas/Cedeao) che li accusa di minare gli sforzi per risolvere la prolungata crisi politica in Guinea Bissau.

La decisione arriva dopo la nomina, da parte del presidente Jose Mario Vaz, di Augusto Antonio Artur da Silva alla carica di primo ministro, in violazione di un accordo siglato con l’Ecowas nel 2016.

Tra i politici colpiti dalle sanzioni ci sono anche membri della fazione parlamentare di Vaz e suo figlio, Emerson Goudiaby Vaz.

La nazione dell’Africa occidentale sta attraversando disordini politici dall’agosto 2015, quando il presidente Vaz destituì l’allora primo ministro, Domingos Simoes Pereira, innescando una spaccatura interna al partito al potere (Partido Africano da Independência da Guiné e Cabo Verde – PAIGC), che blocca da allora l’azione di governo.

L’accordo con l’Ecowas per porre fine allo stallo, prevedeva la nomina di un primo ministro in accordo con la fazione rivale del partito, guidata da Pereira, che ha dunque respinto la nomina unilaterale di Silva.

La prolungata crisi di governo gioca senz’altro a favore dei narcotrafficanti, che da oltre un decennio usano il paese come punto di smistamento e transito per la droga proveniente dal Sud America e diretta in Europa. (Voice of America)