Guinea Bissau / Pesca

Lo scorso 15 novembre Guinea Bissau e Unione Europea hanno stipulato un nuovo accordo per consentire la pesca nelle acque territoriali del paese a circa una cinquantina di pescherecci di Spagna, Italia, Grecia, Francia e Portogallo.

Il precedente patto, siglato nel 2007 e scaduto lo scorso anno, non fu subito rinnovato poiché la retribuzione per la concessione della pesca era ritenuta da Bissau troppo bassa. Prevedeva un pagamento di 9,5 milioni di euro all’anno, mentre con l’attuale si sale a 15,6 milioni. Di questi, 11,6 milioni andranno direttamente a beneficio del bilancio del governo e i restanti 4 milioni saranno impiegati a sostegno delle strutture di pesca, della supervisione delle acque territoriali e della ricerca.

L’accordo, della durata di cinque anni, presenta anche alcune novità ambientali rispetto al precedente. Le amministrazioni hanno cercato di dotarsi di un’impronta sostenibile e trasparente, per cercare di frenare la depredazione ittica che colpisce le coste del continente. Sono stati infatti imposti limiti di cattura fino a 1.500 tonnellate per i cefalopodi (polpi, calamari, seppie), 2.500 tonnellate per i crostacei, 11.000 tonnellate per i demersali (pesci piatti e cernie) e 18.000 tonnellate per i piccoli pelagici (tonno, pesce spada, sardina e barracuda).

A questo proposito è stato introdotto un sistema di monitoraggio elettronico dei quantitativi pescati, che diventerà obbligatorio dal terzo anno di accordo in poi.

Proprio quest’anno si è tenuta la prima edizione della Giornata internazionale contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (IUU), indetta dall’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) e le stesse UE e Cina che si sono impegnate ad implementare politiche di partenariato per la pesca sostenibile e di contrasto alle attività illecite. (MacauHub / European Commission)