Il capo della giunta militare in Guinea, generale Mamady Doumbouya, ha presentato il 3 novembre alla Corte suprema la propria candidatura alle elezioni presidenziali previste per il 28 dicembre. L’annuncio, atteso da mesi e sostenuto dai suoi alleati, conferma l’intenzione del leader del colpo di stato del 2021 di restare al potere, nonostante le promesse iniziali di restituire la guida del paese ai civili.
Doumbouya è arrivato alla Corte scortato da un imponente dispositivo di sicurezza e non ha rilasciato dichiarazioni. Migliaia di sostenitori, giunti da diversi quartieri di Conakry, si sono radunati nei dintorni per acclamarlo.
L’appuntamento elettorale rappresenta un passaggio cruciale per la transizione politica iniziata dopo la destituzione dell’ex presidente Alpha Condé. La comunità internazionale e molti guineani attendono da tempo il ritorno a un ordine costituzionale stabile. Tuttavia, la nuova Costituzione approvata tramite referendum a settembre ha modificato le regole del gioco: ha sostituito la Carta di transizione e abolito il divieto per i membri della giunta di candidarsi, aprendo così la strada a Doumbouya.
La stessa Costituzione introduce limiti d’età per i candidati, tra i 40 e gli 80 anni, escludendo così figure come Alpha Condé, 87 anni, e l’ex premier Cellou Dalein Diallo, in esilio.
Oltre a Doumbouya, hanno già depositato la candidatura l’ex ministro degli Esteri Makalé Camara e Faya Millimono, il leader del Bloc libéral, unico partito ad avere una posizione incline alla critica nei confronti della giunta.