Guinea Equatoriale / Spagna

Cresce la tensione tra la Guinea Equatoriale e la Spagna, sua ex potenza coloniale. Il canale televisivo del controverso vicepresidente Teodorin Nguema Obiang, figlio del presidente, ha accusato l’ambasciatore spagnolo a Malabo di sostenere l’oppositore Andres Esono Ondo nel cercare di “destabilizzare” il paese, tra i principali produttori di petrolio del continente.

Le accuse riguardano l’accoglienza riservata dal diplomatico spagnolo al segretario generale della Convergencia para la democracia social (Cpds), il 25 aprile scorso, al suo rientro nel paese dopo 13 giorni di detenzione in Ciad. Ad aspettare Esono Ondo all’aeroporto di Malabo c’erano amici e parenti, e anche l’ambasciatore spagnolo Guillermo López Mac-Lellan.

La presenza del diplomatico all’aeroporto, secondo la dichiarazione letta da un presentatore al canale Asonga Television, dimostra che la Spagna è “come sempre” all’origine dei tentativi di destabilizzazione della Guinea Equatoriale. Per Asonga, l’ambasciatore interferisce “senza scrupoli” negli affari interni del paese.

Madrid nega le accuse. All’emittente RFI, il ministero degli Esteri spagnolo ricorda che il Cpds è un partito legalmente riconosciuto e garantisce che il comportamento del diplomatico non è quindi “illegale”. Il ministero sottolinea inoltre che nessuna accusa è stata intentata contro Andres Esono Ondo e sostiene che le accuse di Malabo non siano supportate da prove concrete.

Dopo l’arresto dell’avversario in Ciad, il regime guineano aveva sostenuto che la presenza del politico a N’Djamena avesse come “scopo esclusivo l’acquisto di armi e munizioni e il reclutamento di terroristi per commettere un colpo di stato in Guinea Equatoriale con finanziamento estero”. Di un presunto golpe le autorità avevano parlato anche lo scorso dicembre, denunciando un tentativo di rovesciare il regime da parte «un gruppo di mercenari» stranieri al soldo di «partiti politici di opposizione radicale».

L’accusa di voler minare la sicurezza dello stato è stata più volte usata negli ultimi anni per reprimere le opposizioni e consolidare il potere quarantennale del presidente Teodoro Obiang Nguema, uno dei capi di stato più longevi in Africa. (Radio France International)