Guinea / Energia

È stata inaugurata ieri, alla presenza di tre presidenti e almeno una decina tra primi ministri e ministri di vari paesi africani, la nuova diga idroelettrica di Kaleta, la più importante infrastruttura realizzata nel paese e fortemente legata all’influenza cinese.

Lo riferiscono i media locali e internazionali, precisando che l’impianto – situato circa 150 km a nord della capitale Conakry – è stato avviato ieri dal presidente della Guinea, Alpha Condé, alla presenza del presidente del Niger, Mahamadou Issoufou, e di qeullo della Repubblica del Congo, Denis Sassou Nguesso, ma anche dei vicepresidenti di Nigeria e Liberia e di un’altra decina di rappresentanti di altrettanti paesi africani.

Realizzata dalla China International Water & Electric Corporation (Cwe), una controllata dell’azienda cinese delle Tre Gole (Ctg), la nuova centrale idroelettrica produrrà 240 MW di energia. Fa parte dei progetti di cooperazione Cina-Guinea, la diga di Kaleta ha avuto un costo complessivo stimato in oltre 446 milioni di dollari, di cui il 75% è stato finanziato dalla Eximbank cinese e il 25% da parte del governo della Guinea.

L’energia della diga Kaleta dovrebbe migliorare l’accesso all’elettricità soprattutto nelle regioni della Bassa e Media Guinea attraverso la rete interconnessa e soprattutto permetterà al paese di esportare il 30% dell’energia prodotta verso i paesi della subregione, tra cui il Senegal e la Guinea Bissau, secondo il progetto idroelettrico delle Omvs (Organizzazione per lo sviluppo del fiume Senegal).

In occasione della cerimonia di ieri, il presidente Condé ha annunciato anche la prossima costruzione di un’altra diga idroelettrica, la “Souapiti” che avrà una capacità di 550 megawatt e si troverà a 6 km da Kaleta.

La Guinea ha un importante potenziale idroelettrico stimato in 6.000 MW ma, attualmente, ne sfrutta meno del 3%. Le problematiche legate alla mancanza di elettricità sono all’ordine del giorno, anche nella capitale Conakry, dove i blackout sono molto frequenti e in certe occasioni motivi di manifestazioni di protesta da parte degli abitanti. (Africa e Affari)