Guinea Conakry

In Guinea, un’organizzazione per i diritti umani ha depositato una denuncia contro un gruppo minerario per presunto coinvolgimento in scontri che nel 2012 hanno provocato sei morti e diversi feriti nel sud del paese.

Mercoledì, in una conferenza stampa a Conakry, l’associazione Mèmes droits pour tous (Uguali diritti per tutti – FIDH) ha reso noto d’aver denunciato l’ex consorzio Vale-BSG Resources – una joint venture tra il gigante del ferro brasiliano Vale e la società del miliardario israeliano Beny Steinmetz – oggi sciolto.

Gli avvocati dell’associazione accusano il consorzio d’aver fornito supporto logistico alle autorità responsabili della repressione di un movimento di protesta degli abitanti di Zogota, nel sud-est del paese, nel 2012. Gli abitanti chiedevano alla compagnia mineraria di reclutare “in via prioritaria” lavoratori locali e, visto il rifiuto della company decisero di occupare le sue strutture. A seguito di atti di vandalismo, però, la polizia intervenne per allontanarli. Il bilancio dello sgombero forzato fu di sei morti e diversi feriti.

In seguito fu creato un comitato di crisi e fu aperta un’indagine ma, lamenta Frédéric Loua di Mèmes droits pour tous – che afferma d’avere prove della complicità del consorzio – sei anni dopo tutto è ancora in una situazione di stallo.

In seguito ad accuse di corruzione, il governo ha ritirato la licenza del gruppo nel 2014. Il consorzio è stato sciolto, ma l’ong continua la sua lotta, minacciando di portare lo Stato davanti alla Corte di giustizia della Comunità economica Stati dell’Africa occidentale (ECOWAS).

Vale, a sua volta, dichiara di non essere a conoscenza del deposito della denuncia. La compagnia sostiene di non aver “mai organizzato o sostenuto alcun atto di violenza” nell’area, affermando d’aver semplicemente “evacuato il suo staff e riportato l’incidente alle autorità”. (Radio France Internationale)