L'epidemia in Africa Occidentale

La Guinea ha prorogato fino alla fine di giugno lo stato d'”emergenza sanitaria rafforzata” iniziato in alcune zone del paese alla fine di marzo e ora esteso anche a nuove regioni, a causa della “persistenza” della epidemia di Ebola nel paese. Lo ha annunciato sabato la presidenza guineana .

Secondo quanto annunciato, la decisione è stata presa venerdì dal presidente Alpha Condé, che ha incontrato lo stesso giorno il suo omologo della Sierra Leone, Ernest Bai Koroma, a Pamelap località al confine fra i due paesi, entrambi ancora alle prese con il virus.

Condé aveva annunciato 13 agosto 2014 l'”emergenza sanitaria nazionale” per tutta la Guinea, quando l’epidemia era fuori controllo. Poi il 28 marzo 2015, ha annunciato lo stato si “emergenza sanitaria potenziata” per 45 giorni in cinque dipartimenti occidentali e nel sud-ovest, lungo la costa, dove si era spostato l’epicentro del focolaio virale. Si trattava di: Forecariah, Coyah, Kindia, Dubreka e Boffa.

“Visto il persistere dell’epidemia (…) in alcune aree in Guinea e Sierra Leone,” i presidenti Condé e Koroma hanno deciso “di prorogare le misure di emergenza sanitaria rafforzate nei rispettivi paesi, fino al 30 giugno 2015”, questo l’annuncio riguardo al nuovo prolungamento in Guinea.

Fino a Sabato sera, però, nessuna dichiarazione ufficiale è ancora stata pubblicata su questo argomento in Sierra Leone, ma il vice portavoce del governo sierraleonese, Ajibu Jalloh, ha riferito alla Afp che l’incontro fra i due presidenti ha avuto  “successo” il che lascia presagire che la stessa decisione verrà presa in Sierra Leone.

Nessun dettaglio è stato rivelato, quindi,sulle aree interessate in Sierra Leone. In Guinea, invece, le prefetture interessate saranno quelle di: Forecariah, Coyah, Dubreka, Boke, Kindia Boffa, Fria e la capitale Conakry.

Il testo sul provvedimento pubblicato dalla presidenza in Guinea parla di una serie di misure previste, compresa la chiusura temporanea di “ospedali e cliniche private in cui sono stati riportati casi di Ebola” aggiungendo anche che verranno prese forti provvedimenti contro coloro che non denunceranno nuovi casi o casi sospetti.

Secondo gli ultimi dati della Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) pubblicati mercoledì, fino al 31 maggio l’epidemia di Ebola ha ucciso più di 11.000 persone e sono stati registrati più di 27.000 casi in Guinea, Sierra Leone e Liberia, i paesi più colpiti.

La Liberia è stato dichiarata libera dal virus il 9 maggio scorso, ma in Guinea e Sierra Leone, dove i nuovi casi sono diminuiti, nelle ultime settimana si sono registrate delle recrudescenze con nuovi casi. (Jeune Afrique)