Guinea: sciolti 40 partiti a due mesi dalle elezioni locali - Nigrizia
Guinea Pace e Diritti Politica e Società
Il governo di Conakry dissolve quaranta partiti per mancato adeguamento alla nuova legge sui partiti politici. Tra questi anche le tre principali formazioni dell’opposizione
Guinea: sciolti 40 partiti a due mesi dalle elezioni locali
La decisione annunciata al rientro del presidente Doumbouya dopo tre settimane di assenza
09 Marzo 2026
Articolo di Redazione
Tempo di lettura 4 minuti
Il capo di stato guineano Mamadi Doumbouya

A poco più di due mesi dalle elezioni legislative, locali e senatoriali previste per il 24 maggio, il governo della Guinea ha annunciato lo scioglimento di quaranta partiti politici, tra cui le tre principali forze di opposizione del paese.

La decisione è stata resa pubblica nella notte tra il 6 e il 7 marzo con un decreto firmato dal ministro dell’Amministrazione territoriale e della Decentralizzazione, Ibrahima Kalil Condé, e diffuso attraverso la televisione nazionale.

I più importanti partiti dell’opposizione figurano tra i colpiti: l’Unione delle forze democratiche della Guinea (UFDG) guidata dall’ex primo ministro Cellou Dalein Diallo; il Raggruppamento del popolo di Guinea (RPG) dell’ex presidente Alpha Condé; e l’Unione delle forze repubblicane (UFR) fondata da Sidya Touré. 

La nuova legge sui partiti

Secondo il decreto ministeriale, i partiti sciolti non avrebbero rispettato gli obblighi previsti dalla nuova legge organica sui partiti politici, adottata il 21 novembre 2025 dal Consiglio nazionale della transizione. Il testo stabilisce le regole per la creazione, l’organizzazione, il funzionamento e il controllo delle formazioni politiche nel paese.

Le autorità sostengono che le formazioni interessate si siano rese responsabili di «mancanze rispetto ai loro obblighi legali». La misura comporta la perdita immediata della personalità giuridica e del diritto a esercitare attività politica sul territorio nazionale.

Il provvedimento prevede inoltre la chiusura delle sedi e la confisca dei beni dei partiti sciolti, oltre alla perdita del diritto di utilizzare simboli, loghi ed emblemi.

La decisione ha sorpreso molti dirigenti politici. Solo il 25 febbraio scorso il ministero aveva infatti concesso tempo fino al 25 maggio 2026 per adeguarsi alla nuova normativa. Ma di certo non è una novità; 67 partiti erano stati già sospesi e 53 sciolti nel 2024 per presunte irregolarità amministrative.

Le reazioni dell’opposizione

Le reazioni dell’opposizione sono state immediate. Cellou Dalein Diallo, leader dell’UFDG e attualmente in esilio, ha denunciato in un messaggio video quella che definisce una «messa a morte programmata della democrazia e dello stato di diritto» nel paese.

«Mamadi Doumbouya viene di aggiungere al suo sinistro bilancio di restrizioni delle libertà pubbliche e violazioni dei diritti umani la decisione ingiusta di sciogliere i partiti più rappresentativi della scena politica», ha dichiarato l’ex primo ministro.

Anche Souleymane Souza Konaté, portavoce dell’UFDG, ha criticato la decisione del governo. «È una vera parodia politica il cui obiettivo è instaurare un partito unico in Guinea e isolare definitivamente tutte le voci discordanti», ha affermato.

Le possibili vie di ricorso

Dal punto di vista formale, i partiti sciolti hanno due possibilità di ricorso: un ricorso amministrativo presso il ministero che ha adottato il decreto e un ricorso giurisdizionale davanti alla Corte suprema, previsto dall’articolo 40 della nuova legge sui partiti politici.

Tuttavia, nel contesto politico attuale, un ribaltamento della decisione in sede giudiziaria appare alquanto improbabile.

Il contesto politico

L’annuncio dello scioglimento è arrivato pochi giorni dopo il rientro in Guinea del presidente Mamadi Doumbouya, rimasto all’estero per circa tre settimane. L’assenza prolungata aveva alimentato speculazioni sulle sue condizioni di salute.

Doumbouya è salito al potere con un colpo di stato il 5 settembre 2021, quando il Comitato nazionale per il raggruppamento e lo sviluppo (CNRD) rovesciò il presidente Alpha Condé. All’inizio della transizione il generale aveva dichiarato che non si sarebbe candidato alle future elezioni presidenziali, ma in seguito ha cambiato posizione e ha partecipato, vincendo, il voto dello scorso dicembre. Le opposizioni avevano contestato il risultato. 

Negli ultimi anni organizzazioni della società civile e oppositori hanno denunciato un progressivo restringimento dello spazio politico e civico nel paese. Tra gli episodi più citati figurano la scomparsa di Oumar Sylla (noto come Foniké Menguè) e Mamadou Billo Bah, due figure di punta del Front national pour la défense de la Constitution (FNDC), movimento della società civile, e diversi casi di arresti, sequestri e sparizioni denunciati da attivisti e oppositori.

Una tendenza regionale

La decisione avvicina la Guinea alla linea adottata da altri paesi del Sahel guidati da giunte militari. In Niger i partiti politici sono stati sciolti nel marzo 2025, seguiti dal Mali nel maggio dello stesso anno. Più recentemente, nel gennaio 2026, anche il Burkina Faso ha deciso di dissolvere tutte le formazioni politiche del paese.

Copyright © Nigrizia - Per la riproduzione integrale o parziale di questo articolo contattare previamente la redazione: redazione@nigrizia.it
Africae 2026