Guinea

Una serie di scontri tra militanti di partiti politici rivali sono scoppiati nel fine settimana a N’Zérékoré nell’estremo sud-est della Guinea, provocando almeno un morto e almeno 80 feriti, secondo quanto riportato da Ong, organizzazioni della società civile e da fonti ospedaliere. Un bollettino molto diverso da quello riportato invece dall’autorità prefettizia che parla di un bollettino molto inferiore. 

A scontrarsi sono stati i sostenitori del presidente uscente Alpha Condé e quelli di Celou Dalein Diallo, suo principale avversario nel voto presidenziale in programma tra meno di una settimana, l’11 ottobre. Questi ultimi parlano di un bilancio delle vittime anche più grave, con almeno due morti.

La situazione, intanti, in quella che è la seconda città del paese, sembra essere tornata calma, ma la tensione è ancora alta. Truppe militari pattugliano le strade. Le autorità hanno infatti rafforzato la sicurezza e annunciato un coprifuoco dalle  18 fino alle orer 6. In relazione ai disordini, sarebbero anche state arrestate 13 persone. Alcuni in possesso di fucili da caccia e altri in flagranza di reato mentre tentavano di dare fuoco a delle moto appena rubate.

Il prefetto locale Bob Camara ritiene che a “N’Zérékoré vi sia un alto rischio di una radicalizzazione degli scontri  a causa della cattiva informazione instillata dalle differenti fazioni politiche sponsorizzate da persone in cattiva fede”.

Questi scontri arrivano mentre il Capo dello Stato, Alpha Condé, sta portando avanti la sua campagna elettorale nella regione per le elezioni presidenziali. Quanto avvenuto, tuttavia, fa crescere le preoccupazioni per il clima in cui si terrà il voto, dopo che già a fine settembre 17 persone erano rimaste ferite a Koundara in altri scontri.

La scorsa settimana l’opposizione ha chiesto un rinvio del voto a causa di problemi organizzativi legati al registro elettorale in particolare. (Rfi / Misna)