Questo articolo è uscito nel numero di Nigrizia di aprile 2026.
Caro Alex,
sono ormai un settantenne e mi sento un po’ (solo un po’ però) fuori gioco. Ma ho figli e nipoti ai quali tengo molto. Non ti parlo del mondo che sta impazzendo ormai. Mi voglio concentrare sull’Italia e le persone che votano i suoi governi (!). Ti chiedo: non potrebbe essere una buona idea che qualche giovane – esperto di comunicazione via internet – fondasse un nuovo partito rivolto in particolare ai giovani che ritengono inutile votare?
Un partito che candidasse solo persone under 40 e con un programma semplice che tenga conto degli interessi dei giovani e delle giovani famiglie. Un programma di tre parole: pace, lavoro, educazione (non istruzione). Potrebbe portare una ventata di aria fresca in questo desolante scenario politico attuale. Cosa ne pensi? Buon lavoro (Giancarlo Ometto)
Caro Giancarlo, è bello ricevere una lettera scritta da un anziano 70enne. A risponderti è un anziano missionario di 87 anni. Concordo con te, quando dici che la realtà che viviamo è piuttosto brutta, sia a livello nazionale che internazionale.
Sul piano internazionale sta crollando il mondo che abbiamo costruito dopo la Seconda guerra mondiale. È collassato il diritto internazionale e noi siamo piombati nella giungla: ogni stato, se potente e armato, può fare ciò che vuole.
A rendere ancora più drammatica la nostra realtà c’è una enorme minaccia che da sola potrebbe mettere fine alla presenza dell’homo sapiens su questo pianeta: una guerra nucleare.
L’esito di una tale sciagura sarebbe soltanto la fine della nostra presenza sulla terra. Mi permetto di aggiungere questi elementi all’analisi della situazione nazionale che ha fatto lei, Giancarlo, e che dice che la spaventa. Ha ragione in questo.
Il quadro politico del nostro paese è davvero preoccupante: il nostro è un governo di ultra destra, in lotta costante contro i giudici, accusati di essere lì solo per controbattere alle sue decisioni politiche. Molte delle quali sono però chiaramente in contrasto con la nostra Costituzione.
Ci troviamo davanti uno spaventoso populismo. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è inoltre una grande sostenitrice di Donald Trump, che più che il presidente degli Stati Uniti, è ormai un autocrate che fa quello che vuole.
Viviamo un momento difficile come da lei percepito. Purtroppo però, il rimedio che lei suggerisce per uscirci non mi convince. Lei punta sui giovani, e su questo fa bene. Ma quando esorta a trovare un giovane esperto di web che possa creare un partito di giovani per cambiare questa situazione drammatica che viviamo, secondo me sbaglia.
Prima di tutto, va riaffermato che il web è uno degli strumenti più potenti creato dal sistema capitalista per intontirci, e non posso fare altro che tornare a citare la sociologa e saggista Shoshana Zuboff e i suoi mirabili lavori su questo argomento. Di partiti poi, ce ne sono già troppi. Non abbiamo bisogno di altre formazioni politiche, ma di donne e uomini che aprano gli occhi e leggano criticamente la realtà.
Gesù non ha certo fondato un partito per liberare il suo popolo. Neanche Martin Luther King ha mai formato un partito per liberare gli afroamericani.
Il pastore e leader statunitense della lotta per i diritti civili ha risvegliato dentro le persone la fiamma necessaria a rompere le catene e a prenderseli, quei diritti, al grido celebre di We Shall Overcome! È così che hanno vinto. Gesù ha creato piccole comunità alternative all’Impero romano, che hanno messo in crisi questa stessa potenza con il loro stile di vita.
Proprio quello che dovrebbero fare le comunità cristiane anche oggi, e invece queste vivono tranquille in questo nuovo Impero che uccide per fame, per guerre e distrugge il pianeta. Il Signore ci aveva inviato un grande profeta in questi tempi: papa Francesco.
Cosa ne abbiamo fatto dei suoi insegnamenti? Cosa ne abbiamo fatto dell’enciclica Laudato si’ per la difesa del creato, delle sue parole profetiche in difesa dei migranti, del suo giudizio sul nostro sistema economico-finanziario?
Solo con donne e uomini che sentono compassione per i tanti feriti ed emarginati della nostra società e del mondo, che soffrono con loro, possiamo tornare a sperare nel rinnovamento della classe politica.