Guterres: «In Africa potenze straniere alimentano i conflitti»
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Alla Conferenza annuale ONU-Unione Africana il Segretario generale delle Nazioni Unite ricorda i casi di Libia e Sudan
Guterres: «In Africa potenze straniere alimentano tensioni e conflitti»
15 Maggio 2026
Articolo di Redazione
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Antonio Guterres con il presidente della Commissione dell'UA, Mahmoud Ali Youssouf (Credit: UA)

Interferenze esterne continuano a ostacolare gli sforzi di pace, esacerbando i conflitti e destabilizzando l’intero continente. La denuncia arriva per bocca del Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, nel suo discorso al termine della decima Conferenza annuale ONU-Unione Africana, il 13 maggio nella capitale etiopica Addis Abeba.

«Molto probabilmente la mia ultima Conferenza UA-ONU come Segretario generale», ha commentato Guterres, il cui secondo e ultimo mandato scade il 31 dicembre.

Citando la Libia, il Sahel e il Sudan, il capo delle Nazioni Unite ha criticato aspramente le potenze globali per il loro ruolo nel foraggiare tensioni e conflitti, affermando che l’Africa sta pagando il prezzo di decisioni prese al di fuori dei propri confini, senza però nominare i diretti responsabili.

Riguardo alla Libia il Segretario generale ha fatto notare come l’intervento della Francia contro Gheddafi nel 2011, avvallato dall’ONU, abbia rappresentato il punto di svolta per la destabilizzazione di gran parte del continente.

«La Libia è diventata l’epicentro da cui si sono propagate le crisi terroristiche nel Sahel e in altre parti dell’Africa», ha dichiarato, ricordando che «una delegazione dell’Unione Africana, guidata dal Sudafrica, si trovava a Tripoli per cercare di risolvere la crisi», ma che «proprio mentre quella missione stava facendo progressi, tutto è stato stravolto dall’intervento militare».

Sugli oltre tre anni di guerra in Sudan, Guterres ha ricordato le «conseguenze tragiche» di armi e droni finanziati dall’estero che, ha aggiunto, stanno rendendo più difficili i negoziati di pace.

«Le armi che entrano in Sudan, a volte attraverso paesi africani, bisogna dirlo, sono finanziate principalmente da paesi non africani i cui interessi, a dirla francamente, a volte fatico a comprendere».

Per questo, ha sottolineato, è importante il ruolo e la cooperazione tra Unione Africane e Nazioni Unite. Guterres e il presidente della Commissione dell’UA, Mahmoud Ali Youssouf, hanno dunque firmato una dichiarazione congiunta che riafferma la validità dei principi che regolano i rapporti ONU-UA, istituzionalizzando ulteriormente la cooperazione tra i due blocchi.

«I legami tra le nostre organizzazioni sono più forti che mai e tali rimarranno», ha precisato Guterres.

Nell’incontro le due parti si sono concentrate sull’approfondimento della cooperazione in materia di pace e sicurezza, sviluppo sostenibile e diritti umani.

Oltre a riaffermare l’importanza e il potenziale dell’Africa e il ruolo dell’Unione Africana «faro del multilateralismo nel continente», Guterres ha ribadito l’urgenza di una riforma del Consiglio di sicurezza per renderlo più rappresentativo del mondo odierno.

«Il protrarsi dell’esclusione dell’Africa dalla rappresentanza permanente nel Consiglio è una vera e propria ingiustizia storica e non possiamo accettarla», ha detto, aggiungendo: «Non si tratta di privilegi o simbolismo. Si tratta di garantire che il Consiglio di sicurezza sia adeguato al suo scopo e in grado di agire con legittimità ed efficacia».

Guterres ha poi elogiato l’iniziativa della Banca africana di sviluppo (AfDB) per la creazione di una Nuova architettura finanziaria africana per lo sviluppo (NAFAD), che riunisce le grandi istituzioni finanziarie africane.

Parlando degli effetti della crisi climatica, Guterres ha denunciato il fatto che tuttora il cambiamento del clima continua a colpire l’Africa in modo pesante, sebbene il continente contribuisca in minima parte alla produzione di gas serra.

Nel giro di 15 anni, secondo Guterres, l’Africa, se sostenuta nello sviluppo delle energie rinnovabili, potrebbe generare 10 volte più elettricità del suo fabbisogno, fornendo energia ai 600 milioni di africani che ancora ne sono privi.

Purtroppo, tuttavia, il continente riceve solo il 2% degli investimenti globali in energia pulita e soffre per reti elettriche inadeguate, elevati costi di capitale e fragili catene di approvvigionamento.

In un incontro a parte con Ali Youssouf e il presidente francese Emmanuel Macron – in visita in Etiopia al termine dell’Africa Forward Summit in Kenya – Guterres, riferendosi al persistere della chiusura dello Stretto di Hormuz, ha sottolineato che anche una sua eventuale riapertura a breve comporterebbe comunque gravi conseguenze, tra cui una crescita più lenta e un’inflazione più elevata, mentre un’interruzione prolungata potrebbe aumentare il rischio di una recessione globale.

La pace e la sicurezza, come detto, sono state al centro dei colloqui tra UA e ONU. Le Nazioni Unite, ha dichiarato infine Guterres, sostengono con forza l’iniziativa dell’Unione Africana “Far tacere le armi” e l’Agenzia africana per gli affari umanitari, sottolineando al contempo la cooperazione per la soluzione dei conflitti in Sudan, Sud Sudan, Repubblica democratica del Congo, Libia e Sahel.

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