Ha votato solo il 10% dei cittadini
Scarsa affluenza alle urne, disordini, ritardi nei risultati: Haiti non ha superato la prova delle elezioni del 19 aprile, che dovevano solo rinnovare un terzo del Senato. Intanto la situazione sociale resta drammatica.

Lo scorso 19 aprile non ha votato più del 10% dei cittadini haitiani. Non ci sono ancora dati ufficiali, ma si stima sia questa l’affluenza alle urne per il rinnovo di un terzo del Senato. Elezioni di importanza relativa, ma che scoprono tutti i limiti della democrazia haitiana, a partire dai tempi: per i risultati si dovrà attendere almeno fino alla prossima settima.

Il Consiglio nazionale dei partiti haitiani ha definito le votazioni un “fallimento totale” e ha già fatto richiesta affinché le elezioni vengano annullate e il Consiglio elettorale provvisorio (Cep), ritenuto incompetente, si dimetta.

Nonostante la bassa affluenza non si può certo dire che quelle del 19 aprile siano state elezioni tranquille. Attese da oltre un anno e mezzo – previste per il 2008 sono state rinviate a causa della crisi politica senza fine e dei quattro uragani che hanno messo in ginocchio il paese la scorsa estate – queste elezioni si sono svolte in un clima di tensione e irregolarità.

Il partito Fanmi Lavas, dell’ex presidente Jean Bertrand Aristide – escluso dalle elezioni per irregolarità procedurali – ha esplicitamente invitato i cittadini ad astenersi dal voto. Pochi giorni prima delle elezioni un gruppo di sostenitori, in sciopero della fame, sono entrati di forza nella sede del Parlamento per manifestare contro l’esclusione del partito.

Le operazioni di voto nel dipartimento di Plateau Central sono state sospese dopo che un gruppo di uomini armati ha fatto irruzione nei seggi di diverse città. E ancora, nella città di Mirebails, centinaia di sostenitori del partito “Fusion del los socialdemocrats” sono scesi in piazza a manifestare contro il ministro dell’agricoltura, Jonaìs Guè, accusato di brogli a favore del partito al governo, il Lespwa.

Haiti non ha superato il banco di prova delle elezioni. La situazione politica instabile fa precipitare la già disastrosa condizione economica-sociale: l’isola rimane ancora il paese più povero dell’emisfero occidentale. Haiti, situata sulla rotta stagionale dei cicloni caraibici, non si è ancora ripresa dal disastro lasciato dal passaggio di quattro uragani la scorsa estate.

Il Pulitzer all’ultima catastrofe di Haiti 

”A People in Despair: Haiti’s Year Without Mercy”, 19 fotografie in bianco e nero, scattate lo scorso anno dopo il passaggio dell’uragano Ike a Haiti, sono state premiate con il premio Pultizer 2009 per la categoria fotogiornalismo.

L’uragano, uno dei quattro che nel 2008 hanno colpito la piccola isola dei Caraibi, ha causato la morte di circa 800 persone lasciandone almeno un milione senza tetto. La catastrofe ha danneggiato pesantemente il settore agricolo, sul quale si base l’economia del paese: le fonti della Banca mondiale parlano di una perdita economica pari a un miliardo di dollari.
Ad Haiti, dove le persone vivono con in media con meno di due dollari al giorno, i disastri naturali portano all’estremo la crisi economica e sociale in atto.

L’autore del reportage è Patrick Farrell, un fotografo del Miami Herald  già premio Pulitzer nel 1993 – assieme a un gruppo di colleghi – sempre per delle immagini scattate dopo il passaggio di un uragano, l’Andrew in Florida.