Haiti: il nostro debito - Nigrizia
Libri
Frédéric Thomas
Haiti: il nostro debito
Asterios, 2025, pp. 96, € 9,90
06 Luglio 2026
Articolo di Brando Ricci
Tempo di lettura 2 minuti

Il debito di cui scrive l’autore del libro, il politologo e ricercatore Frédéric Thomas, sono in realtà almeno due. Uno è rappresentato dalla riconoscenza verso la rivoluzione condotta da ex schiavi che nel 1804 culminò nella storica indipendenza di Haiti. Un «voto verso la libertà del mondo» che ha contribuito alla crescita della storia umana non meno dell’illuminismo o della rivoluzione americana.

L’altro è costituito invece dal pagamento di 150 milioni di franchi l’anno per cinque anni che la Francia impose al governo haitiano nel 1825 come condizione per riconoscerne l’indipendenza. Quell’intesa e l’asimmetria di potere che la caratterizza è diventata la forma delle relazioni della comunità internazionale con Haiti. Il debito è durato molto di più di cinque anni (è stato estinto nel 1947) e nel frattempo è diventato un formidabile strumento di asservimento politico ed economico.

Lo status quo a guida francese è stato sostituito dalla potestà statunitense. L’élite locale, erede della complessa società “di piantagione” degli anni della schiavitù, è stata da allora garante di questo equilibrio osceno che impedisce alla popolazione haitiana di guardare al futuro.

Le missioni internazionali e gli aiuti umanitari sono intanto sopraggiunti sulla scena, garanti soft di un ordine in cui gli haitiani contano poco o nulla, a maggior ragione in un paese segnato da calamità come il terremoto del 2010.

Ma il disastro peggiore resta quello politico, a cui gli haitiani e le haitiane continuano a ribellarsi. L’ultima grande mobilitazione del 2018-19 lo dimostra. È verso di loro allora, secondo Thomas, il terzo e più importante debito che abbiamo verso Haiti.

Copyright © Nigrizia - Per la riproduzione integrale o parziale di questo articolo contattare previamente la redazione: redazione@nigrizia.it