Sinodo, presentazione alla stampa

E’ stata presentata ieri in vaticano l’Assemblea speciale del Sinodo dei vescovi per la regione panamazzonica sul tema: “Amazzonia: nuovi cammini per la Chiesa per una ecologia integrale”, che si terrà dal 6 al 27 ottobre.

Alla conferenza stampa erano presenti il cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei vescovi, il cardinale Cláudio Hummes, arcivescovo emerito di São Paulo e presidente della Rete ecclesiale panamazzonica (Repam) e il sotto-segretario monsignor Fabio Fabene.

«È tutta la Chiesa che mostra sollecitudine per l’Amazzonia, per le difficoltà, i problemi, le preoccupazioni e le sfide che in essa si riscontrano, ma anche essendo pronta ad accogliere il contributo per un’esistenza migliore che da essa può giungere», ha detto Baldisseri. Secondo quanto ha riferito il porporato, all’assise parteciperanno 184 padri sinodali, di cui 113 provengono dalle diverse circoscrizioni ecclesiastiche panamazzoniche, 3 dalle Antille, 6 dal Venezuela, 13 dalla Colombia, 7 dall’Equador, 57 dal Brasile, 11 dalla Bolivia e 10 dal Perù. Ben 25 gli esperti, designati a motivo di competenze specifiche in vari campi, mentre il numero totale delle donne che saranno presenti ai lavori sinodali è di 35: 2 invitate speciali, 4 esperte e 29 uditrici (di cui 18 sono suore).

Un approccio integrale

L’ambiente sarà uno dei punti centrali di questo Sinodo, «data l’importanza che il territorio amazzonico riveste per tutto il pianeta», spiega ancora il card. Baldisseri. Ma l’approccio partirà dalla «visione di un’ecologia che non si limita a trattare le questioni guardando esclusivamente all’ambiente naturale, ma che “comprende chiaramente le dimensioni umane e sociali” (LS 137) perché “ogni comportamento, in positivo o in negativo, che si adotta riguardo all’ambiente naturale ha delle inevitabili conseguenze anche nell’ambito socio-culturale e spirituale dei popoli e delle singole persone».

Anche il cardinal Claudio Hummes si è soffermato sul concetto di “ecologia integrale” al centro della Laudato si’, ricordando che «la crisi ecologica e sociale, e quindi la povertà in Amazzonia riguarda soprattutto gli indigeni, i piccoli agricoltori e coloro che vivono nelle periferie delle città». «Non ci sono due crisi, quella ecologica e quella sociale, ma una sola crisi socio-ambientale», ha ripetuto Hummes: «Le soluzioni richiedono un approccio integrale, per combattere la povertà, restituire la dignità agli esclusi e prendersi cura del creato, perché tutto è collegato».

L’instrumentum Laboris punto di partenza

Presentando lo svolgimento globale dell’Assemblea sinodale, monsignor Fabio Fabene ha messo a fuoco il ruolo dell’Instrumentum laboris, come traccia di riferimento dei lavori. «Non si tratta di un documento pontificio ma di una raccolta alla base delle domande del popolo amazzonico», ha aggiunto il cardinale Baldisseri, citando le 170 assemblee che hanno caratterizzato i due anni di preparazione. E alle critiche espresse da rappresentanti della Chiesa risponde: «È necessario ascoltare e non giudicare. L’Instrumentum laboris sarà la base per costruire da zero il documento che poi aiuterà il Santo Padre a decidere se fare un’istruzione, una lettera apostolica o un’esortazione apostolica post-sinodale. Quello firmato dal Papa sarà il documento finale».

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Nella foto da sinistra: monsignor Fabio Fabene e i cardinali Lorenzo Baldisseri e Cláudio Hummes. (Credits: Anna Moccia)