Dopo il X° vertice
Dall’incontro di Johannesburg i leader di Cina, Brasile, Sudafrica, India e Russia danno un’indicazione precisa per una maggiore integrazione delle economie del continente. E bocciano le politiche commerciali di Trump.

Il decimo summit dei Brics (Associazione di paesi dall’economia emergente composto da Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) iniziato in Sudafrica mercoledì 25, si è concluso venerdì con la firma della dichiarazione di Johannesburg che illustra gli obiettivi e le conclusioni raggiunte nel corso delle consultazioni.

Oltre ai capi di stato dei paesi membri, al vertice, hanno preso parte anche il leader argentino Mauricio Macri, inserito nel vertice dei “Brics+” (un gruppo allargato di paesi emergenti) e il presidente turco Tayyip Erdogan, in qualità di rappresentante dell’Organizzazione per la cooperazione islamica. Per gli stati africani erano presenti il presidente del Rwanda, Paul Kagame, il senegalese Macky Sall, l’ugandese Museveni, e il presidente dell’Angola, Joao Lourenço, oltre al gabonese Ali Bongo Ondimba e al togolese Faure Gnassingbé.

Il vertice, che ha portato anche alla firma di diversi memorandum in materia di ambiente e trasporto aereo, è stato fortemente caratterizzato dalla spinosa questione commerciale emersa alla luce dei recenti dazi imposti dall’amministrazione americana di Donald Trump.

I leader dei cinque paesi, attraverso le parole del presidente cinese Xi Jinping, hanno sostenuto unanimemente la necessità di respingere l’impostazione unilaterale al commercio adottata dagli Stati Uniti. Nel testo finale infatti, dopo aver posto l’accento sulle inedite sfide che riguardano il sistema commerciale multilaterale, si ribadisce «l’importanza di un’economia mondiale aperta che permetta a tutti gli stati in via di sviluppo di usufruire dei benefici della globalizzazione».

La dichiarazione si concentra successivamente sullo sviluppo degli stati africani. I Brics, dopo aver riconosciuto il valore dell’Agenda 2063 (un programma per lo sviluppo socio-economico redatto dall’Unione africana), hanno sostenuto, per tutte le nazioni del continente, l’importanza di aderire all’area africana di libero scambio (Afcfta): «È un passo importante per l’integrazione economica e lo sblocco dell’enorme potenziale del commercio intra-africano per affrontare nuove sfide socio-economiche. A questo proposito, ripetiamo il nostro sostegno all’Agenda 2063 e agli sforzi per promuovere l’integrazione e lo sviluppo continentale», si legge nel documento finale.

Per quanto riguarda i cambiamenti climatici, la dichiarazione accoglie con favore i progressi per la conclusione del programma di lavoro relativo all’Accordo di Parigi e ribadisce la volontà di «continuare a lavorare in modo costruttivo con le altre parti per concludere i negoziati relativi al quadro della Convenzione sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite». Sempre in materia di ambiente, è stato inoltre sottoscritto un memorandum d’intesa per garantire una maggiore collaborazione nella promozione di questioni relative alla qualità dell’aria, all’acqua, alla biodiversità e alla gestione dei rifiuti.

Nella foto i leader al vertice. (Da sinistra) Xi Jinping – Cina, Narendra Modi – India, Cyril Ramaphosa – Sudafrica, Michel Temer – Brasile, Vladimir Putin – Russia.