Le forze armate in piazza
I militari ivoriani sono scesi in piazza a Bouaké e Abidjan nei giorni scorsi per per rivendicare aumenti salariali e il pagamento degli arretrati. Ieri sono state avviate le trattative e la calma sembra essere tornata, ma rivendicazioni come queste fanno tornare alla mente i fatti del 1999.

La calma sembra essere tornata nelle strade di Abidjan. La Costa d’Avorio, i suoi cittadini soprattutto, ha tremato. I militari sono scesi in piazza in molte città ivoriane, fra cui Bouaké, la principale città del nord del paese, per rivendicare aumenti salariali e il pagamento degli arretrati. Una “semplice” rivendicazione economica, ma quando a scendere per le strade sono i militari il clima si fa cupo.

La memoria corre e arriva fino al 1999. In quell’anno un colpo di stato ha sovvertito il potere e tutto è cominciato con rivendicazioni salariali da parte dei militari. Una semplice rivendicazione economica ha innescato una crisi politica e militare che è durata fino al 2011 con l’arresto del presidente Laurent Gbagbo e la salita al potere del suo rivale Alassane Ouattara, eletto presidente solo pochi mesi prima.

Una crisi che ha lasciato sul terreno migliaia di morti, un numero elevatissimo di persone hanno dovuto lasciare la loro casa, e solo dal 2011 il paese ha ripreso faticosamente il suo cammino sulla strada della democrazia e del recupero economico.

È normale e ovvio che l’attuale protesta getti un ombra sul paese. Ma, forse, anche memori di quegli anni bui, i governanti attuali hanno subito avviato una trattativa per scongiurare scenari ben più foschi. Le barricate, oggi, erette dai soldati per le vie di Abdjan sono state smantellate e la calma è tornata, con solo qualche scena di giubilo. I militari hanno cantato vittoria, ma nessuno sa quanto durerà la calma.

Secondo testimoni oculari i soldati per le strade gridavano: «Noi siamo soddisfatti. In questo istante mettiamo fine alle manifestazioni. La nostra protesta non ha nessun carattere insurrezionale, volevamo farci sentire e siamo stati ascoltati».
A portare avanti le rivendicazioni sarebbero stati in particolare gli ex  ribelli integrati nell’esercito sulla base degli accordi di pace  firmati a Ouagadougou nel 2007, ed è ciò che ha fatto accrescere i timori.
L’avvio della trattativa, a cui partecipano rappresentati militari e del governo, è stata annunciata dal ministro degli Interni, Hamad Bakayoko che, in un suo discorso fatto alla televisione, ha anche annunciato la decisione dell’esecuitivo di accordare il pagamento degli stipendi arretrati a oltre 9000 soldati.

Il ministro degli interni Ivoriano ha usato queste parole: «Un gruppo di 575 militari, integrati nell’esercito nel 2011, chiedono il pagamento degli arretrati dal 2009 così come un altro gruppo, composto da 8400 caporali, chiede questo pagamento. Il governo ha accordato queste richieste». Anche il presidente Ouattara è intervenuto nella trattativa chiedendo che tutto venga esaminato con «diligenza al fine di arrivare a soluzioni rapide».

Rimangono, tuttavia, delle questioni aperte. In particolare quelle relative alle promozione e alle gratifiche di varia natura. La trattativa prosegue, ma il fatto che nelle strade siano state rimosse le barricate e la calma sia tornata in tutto il paese, fa pensare a una soluzione negoziata e pacifica. Almeno gli ivoriani lo sperano.

Nella foto in alto soldati ivoriani su un mezzo militare che entrano ad Abidjan. (Fonte: Koaci.com)